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Archivio degli autori

Review Party | Miss Garnette Catharine Book cooking #3

Tutto sembra andare per il meglio, quando Miss Book riceve una terribile notizia, che la costringe a rientrare a Beltory prima del previsto. Mr Bell, il padre di Mary, la sarta, è morto e la ragazza è stata incolpata dell’omicidio. La poveretta si trova in guai seri e chiede l’aiuto di Miss Book, per dimostrare la sua innocenza. Un altro segreto da svelare per Miss Book, ma non il solo: anche il cuore di sua nipote Prudence è confuso, ma forse, grazie proprio a questa vicenda, anche la ragazza riscoprirà l’amore. Gli abitanti sono decisi, nel frattempo, a organizzare una grande festa per festeggiare l’amore in tutte le sue forme. Quale sarà l’ingrediente che stavolta servirà?

Link di acquisto

C’è un tempo per sognare la bellezza che verrà.
Un tempo per ascoltare e comprendere. Un tempo per amare e sentirsi amati, per sempre

Rum e Segreti è il terzo volume della serie Miss Garnette Catharine Book, scritto dalla dolcissima Rosa.
Parliamo di racconti autoconclusivi che hanno come protagonista Miss Book, una donna anziana di altri tempi, tenera e tenace che è pronta a farsi in quattro pur di salvare le persone che si trovano in difficoltà.

In questo volume i personaggi vengono sconvolti da una terribile notizia, un misterioso omicidio di cui viene accusata l’ingenua Mary Bell, la sarta di Beltroy. Miss Book non si perde d’animo e si reca subito nella piccola contea per aiutare la povera donna. 

Non vi dirò altro perché il racconto è breve e rischierei di fare spoiler, ma vi posso dire che ho amato la protagonista perché è rappresentata in modo tenero e dolce. In questa storia ci sono molti personaggi e ammetto che all’inizio ho avuto un po’ di difficoltà a tenere l’attenzione, ma il tutto è agevolato da un piccolo riepilogo all’inizio del libro, in questo modo anche per chi, come me, inizia a leggere la serie dal terzo volume, riesce a immergersi nella storia e ad affezionarsi ai personaggi.

Ho amato il particolare di inserire le ricette che propone Miss Book durante la storia, perché lei non è solo una persona buona di cuore e disponibile con tutti, ma è anche un po’ magica soprattutto quando prepara le sue fantastiche pietanze che il lettore può tranquillamente riproporre in cucina. Ho trovato piacevole questo legame che ha creato l’autrice tra lettura e cibo, un connubio perfetto che nutre la mente, il corpo e l’anima. 

Miss Garnette Catharine Book non è solo una lettura che intrattiene in uno scenario elegante e vittoriano, ma affronta i giusti valori, parla di coraggio e della bellezza nelle piccole cose.

#Prodottofornitoda @JaneRoseCAruso

 

Stefania Siano

James Biancospino e le sette pietre magiche di S. Chialchia | Recensione

James Biancospino e le sette pietre magiche

S. Chialchia

Agli albori del XVI secolo l’eterna lotta tra il Bene e il Male non si svolge solo con spade e pugnali, ma anche attraverso il dominio di antiche e misteriose pietre magiche: la vittoria arriderà a chi si dimostrerà più abile nel controllarne l’arcano potere. James Biancospino, un timido ragazzo del terzo millennio, si trova suo malgrado coinvolto nella guerra senza esclusione di colpi tra la Confraternita della Luce e la terrificante setta degli Oscuri. Attraverso viaggi avventurosi e mirabolanti battaglie, James scopre un po’ alla volta il valore di parole come onore, dovere, coraggio, sacrificio, amicizia e amore, che doneranno un nuovo senso alla sua vita.

Le sorti dell’umanità sarebbero state decise in quello scontro. Epico, memorabile, consacrato al coraggio e alla speranza, certo; ma quanta morte e quanto sangue avrebbero dovuto affrontare quegli eroi, affinché il Bene trionfasse sul Male?

Un fantasy avventuroso con un intrigante viaggio nel tempo dalle sfumature dark.

James è un ragazzo di diciotto anni, sensibile e timido che è maturato prima dei suoi coetanei per la vita non facile che ha avuto fin dall’infanzia. Viene abbandonato in tenera età dal padre, di cui conosce solo il nome, ed è cresciuto da una madre poco presente a causa del suo lavoro da hostess.

La vita del protagonista scorre tra la routine quotidiana e strani incubi che gli tormentano il sonno fin quando, per uno scherzo del destino, perde i sensi vicino al bosco e si risveglia nello stesso posto, ma nel passato. Prima di svenire James aveva stretto tra le mani una pietra, che si scopre essere una delle sette pietre magiche superiori, la quale lo trasporta indietro nel tempo, precisamente nel XVI.

James Biancospino e le sette pietre magiche è una storia ricca di magia, mistero, battaglie e per i romantici non manca la storia d’amore. Le vicende si spostano in vari luoghi nell’Italia rinascimentale e ho apprezzato molto questo scenario che trovo si presti magnificamente per il periodo storico raccontato dall’autore. 

Il protagonista incontra molti personaggi nella sua avventura che però ho trovato poco approfonditi, probabilmente perché questo è solo il primo volume della trilogia, ma avrei preferito una maggior caratterizzazione. 

Lo stile di scrittura è semplice e ricercato. L’autore realizza una storia dinamica in cui si evidenziano i tipici messaggi di questo genere di fantasy. Il tutto si sviluppa sulla classica dinamica della lotta tra il bene e il male rappresentato dallo scontro tra le due fazioni: la Confraternita della Luce e la setta degli Oscuri.

Si riscontrano altri passaggi classici come l’ambizione e l’egoismo dell’uomo che prevale sui buoni sentimenti, e la crescita personale del protagonista che è resa molto bene. Personalmente mi è piaciuto molto James, è un ragazzo tenero, insicuro di sé e introverso che si trova coinvolto in una situazione che mai avrebbe immaginato, neanche nei suoi sogni.

Una storia che intrattiene, con un finale forse un po’ frettoloso, ma se cercate una classica avventura fantasy in cui c’è l’antico scontro tra il bene e il male, allora vi consiglio questa lettura.

 

#Prodottofornitoda @Aporema Edizioni

 

Stefania Siano

Myrna e il tocco della morte di S. Algozzino e D. Allo | Recensione

Myrna e il tocco della morte

Sergio Algozzino e Deborah Allo

Myrna nasce col tocco della morte, appena in braccio alla madre la uccide. Il padre fugge con la piccola cercando rifugio in mezzo al bosco. La ragazzina cresce in solitudine, con le mani fasciate, ma il padre le fa conoscere il mondo che la circonda e il suo problema, la istruisce facendole amare molti libri. Alla morte del padre Myrna decide di rimanere sola nella foresta, sia per abitudine che per un’inconscia paura. Il suo tocco è in grado di uccidere uomini e animali, ma non le piante delle quali da sempre la giovane si circonda, saranno proprio le piante un giorno a indicarle un sentiero: in fondo alla strada Myrna incontrerà un ragazzo.

 

 

«Tu dici che è “normale”… non essere normali?»
«Sì! Dico che la normalità è soltanto… lo specchio deformato della realtà.»

È la terza collaborazione che faccio con la casa editrice Tunué e anche questa volta il loro libro mi ha fatto battere il cuore.

Se siete amanti delle atmosfere di Tim Burton, apprezzerete sicuramente l’ambientazione gotica di Myrna con le meravigliose tavole dallo stile spigoloso e dai colori intensi di Deborah Allo. Gli scenari sono molto belli, lavorati nel minimo dettaglio.

Adoro come è stata realizzata la protagonista Myrna, che viene rappresentata esile, minuta, apparentemente debole, ma dal carattere forte e determinato.

Sergio Algozzino ha  dato vita a una storia che trasmette al lettore una moltitudine di emozioni.
Si entra subito in sintonia con la protagonista che possiede questo dono/maledizione perché le basta toccare un qualsiasi essere vivente per prosciugargli la vita, tranne per le piante le quali rinascono al suo tocco. E proprio così inizia la storia, con la nascita di Myrna che appena sfiora il viso della madre, la quale è gioiosa della nascita della bambina, ecco che qualche istante dopo la povera donna muore. La bambina cresce isolata dal mondo, coccolata dall’amore di un padre dolce e apprensivo che le insegna a non fidarsi degli estranei e a coprirsi le mani con le bende. La famiglia sembra aver trovato un equilibrio nel loro isolamento, fin quando il padre muore, lasciando la piccola Myrna da sola, circondata sempre da libri e dalla vegetazione del bosco.

Non mancano colpi di scena che vi lasceranno senza parole, vedrete che queste 152 pagine scorreranno velocemente perché sarete troppo presi a seguire  questa splendida graphic novel.

Il tema portante di tutta la narrazione è proprio il concetto della diversità, ma non mancano altri punti focali che smuovono la trama come la vendetta e l’ambizione. 

Myrna e il tocco della morte è una storia dall’atmosfera cupa che mi ha ricordato i classici scenari fiabeschi raccontati da Giambattista Basile e i Grimm. E come ogni fiaba che si rispetti tratta non solo di giusti messaggi, ma sottolinea le debolezze umane in uno sfondo oscuro e grottesco che non si può non amare. 

#Prodottofornitoda @Tunué

Stefania Siano

La maledizione di Solarius di Stefania Siano

Ciao Cricche!
Finalmente il post che attendevo tanto di pubblicare 🙂
Ecco la copertina e la trama del romanzo urban fantasy, edito da Plesio Editore, La maledizione di Solarius.
Ci tengo a dire che l’immagine di copertina e le illustrazioni interne le ha realizzate mia sorella, Paola Siano.

Dall’11 fino al 21 marzo è possibile acquistare il libro in prevendita con lo sconto del 20% sul sito della casa editrice: clicca qui

In uscita il 22 marzo <3 

Trama

Dopo un grande successo editoriale, la vena creativa abbandona Carlo e l’autore inizia a trascorrere intere giornate chiuso nel suo studio, cercando di scrivere qualcosa che lo soddisfi. Le cose cambiano quando sua figlia immagina la storia di Solarius e della sua maledizione. L’ossessione di Carlo è così forte da vedere se stesso nei panni del protagonista e la sua vita finisce per dividersi tra la difficile routine quotidiana e l’esistenza del principe. Ma la realtà di Solarius, che ha come unico obiettivo conquistare la fredda e austera principessa Lunaris, avrà presto il sopravvento…

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Stefania Siano

La ragazza che voleva salvare i libri di K. Hagerup | Recensione

La ragazza che voleva salvare i libri

K. Hagerup e L. Aisato

Anna adorava i libri. Leggeva tutto il giorno. Leggeva la mattina prima di alzarsi. Leggeva la sera prima di andare a letto. Leggeva la sera dopo essere andata a letto. Quando la mamma o il papà entravano nella sua camera, faceva finta di dormire. Ma non dormiva. Leggeva sotto il piumino. Attraverso i libri si faceva centinaia di nuovi amici. E qualche nemico. Ma, si sa, così è la vita. Un racconto magico sui libri, chi li abita e chi li ama fino a non volersene separare mai.

Anna non aveva nessuna voglia di diventare grande. 
L’idea di crescere la terrorizzava.
Più di tutto la tormentava il pensiero del suo prossimo compleanno.
Non mancava molto.
Avrebbe compiuto dieci anni.

Una storia dolce, fantasiosa e un po’ malinconica.

Anna è una bambina che ha paura di invecchiare e l’unica cosa che la conforta  sono i libri che li considera veri come la vita. Tra le pagine di un manoscritto non solo rivive avventure fantastiche, ma conosce anche tanti personaggi con cui fa amicizia.

Un giorno Anna va in biblioteca e scopre la terribile fine che fanno i libri quando nessuno li prende in prestito. Per evitare che questi vengano distrutti, decide di leggerne il più possibile, ma rimane incantata particolarmente da una storia a cui manca il finale. 

Ad accompagnare la trama ci sono delle meravigliose illustrazioni a colori che hanno uno stile delicato e sognante, proprio come la storia. La scrittura è semplice e scorrevole, e il lettore entra subito in sintonia con la piccola protagonista. 

Anna è una bambina di dieci anni che mi ha colpito particolarmente, proprio perché ho visto me stessa in alcuni suoi pensieri. Oltre lei ci sono altri due personaggi importanti che sono la Signorina Monsen, che lavora in biblioteca insieme a  Milton Berg, un uomo che ha spesso lo sguardo triste e malinconico. Due figure ben caratterizzate che accompagnano il percorso della bambina senza essere troppo invasivi, ma che rappresentano un ruolo chiave per la storia.

La ragazza che voleva salvare i libri non è solo una storia illustrata che tratta dell’amore per la lettura e del valore dei libri, ma soprattutto si sofferma sul non avere paura del futuro e dell’ignoto

#Prodottofornitoda @Rizzoli

Stefania Siano

Luce rubata al giorno di E. Altissimo | Recensione

Luce rubata al giorno 
Emanuele Altissimo

Questa è la storia di due fratelli e dell’estate che segna per sempre le loro esistenze. Diego, Olmo e il nonno sono in montagna, nella baita comprata dai genitori prima di morire. La speranza è che quei luoghi portino serenità nell’animo di Diego, il fratello maggiore, eternamente irrequieto. Ma appena si alza il vento le seggiovie tremano e le nubi proiettano sui valloni ombre profonde. Solo Olmo capisce che Diego sta scivolando in un universo dove non si può raggiungerlo, un delirio che sembra crescere fino a toccare il cielo. E darebbe tutto ciò che ha per salvarlo. In ingegneria si parla di tensione ammissibile: il punto massimo di sforzo a cui si può sottoporre un edificio prima che collassi. L’Empire State Building, per esempio, sopravvisse all’urto di un Bomber B-25. Giorno dopo giorno, Olmo costruisce proprio il modellino dell’Empire State: con infinita pazienza, consapevole che la forza dell’edificio sta nella posa di ogni singolo mattoncino. Ma qual è la tensione ammissibile per una famiglia, per l’amore che tiene insieme le persone? “I miei personaggi li ho immaginati come dei giganti” ha scritto l’autore. “Diego è un gigante incapace di farsi bastare il suo mondo, che sogna di scalare le montagne e prendersi il cielo. Ma soprattutto lo sono Olmo e il nonno. Giganti sono coloro che guardano in faccia il dolore senza più scuse. Che accettano dolori per i quali non c’è consolazione.” Alla sua prima prova, Emanuele Altissimo scrive un romanzo scabro eppure carico di emozione, e mette in scena personaggi in lentissima caduta libera, come fiocchi di neve. Il vento, le radure, il profilo fiero di un daino, l’aria sottile delle vette: tutto in queste pagine è vasto e misterioso come l’animo umano, capace di salvare una scheggia di luce anche nella notte più buia.

Il mondo non lo controlli. A un certo punto accetti che le persone possano deluderti, oppure ferirti. O tutte e due le cose. 

Emanuele Altissimo fa il suo esordio con un libro introspettivo, che ha il sapore dolce dell’innocenza e amaro della tragedia.

La storia tratta di Olmo e Diego, due fratelli che vanno a vivere dal nonno dopo la morte dei loro genitori. Olmo è il più piccolo, è un ragazzino di tredici anni che per quanto cerchi di vivere e adeguarsi alla nuova situazione, la sua vita viene stravolta dalla perdita di sua madre e suo padre, ma a turbare maggiormente i suoi pensieri è proprio il fratello maggiore Diego, il quale appare un personaggio fin da subito complesso e altalenante.

Con uno stile semplice lo scrittore racconta della sofferenza e delle difficoltà della vita attraverso gli occhi di un tredicenne, narrando le varie vicende in una chiave ovattata dettata dall’innocenza del ragazzino. Il ritmo è un po’ lento, ma in genere questo è un aspetto che accomuna tutte le storie introspettive che scavano nel profondo delle emozioni umane.

Inizialmente ho trovato Diego un personaggio irritante, proprio perché mi era difficile seguire il suo comportamento altalenante, ma man mano che si va avanti nella storia i tasselli del puzzle si compongono, rendendo più chiara questa figura. Non tutti affrontano allo stesso modo il dolore, soprattutto quando esso nasce a causa di un lutto. C’è chi lo assimila lentamente e chi invece viene divorato, ed è ciò che succede a Diego.

Ho amato la figura del nonno fin dall’inizio, un uomo saggio, paziente, che tenta di tenere insieme la famiglia e soprattutto i fratelli.

Interessanti e poetici i paragoni che fa spesso l’autore tra l’architettura e la famiglia, sulla solidità della struttura e sul concetto del nucleo familiare rapportato alla forza, all’equilibrio e alla collaborazione.

Le parti che ho preferito di più sono proprio quelle tra Olmo e Diego, le ho trovate intime, intense e strazianti. Olmo spesso assume il ruolo di fratello maggiore quando vede Diego in difficoltà ed è in questi momenti che si scopre qualcosa in più sulla figura della povera madre e del padre violento e alcolizzato. 

Luce rubata al giorno è un libro delicato che racconta di drammi familiari, di vita e del rapporto tra due fratelli. 

 #Prodottofornitoda @Bompiani

Stefania Siano

Il circo della vita di Antona e Jaqmin | Recensione

Il circo della vita

Antona e Jaqmin

Nella Francia dei primi anni ’60 Louis è un bambino sovrappeso, con gravi problemi di vista, che cresce in un orfanotrofio gesuita. I suoi problemi non lo favoriscono per l’adozione, i compagni si allontanano uno dopo l’altro mentre lui rimane lì fino alla maggiore età. Solo e senza amici, Louis è il capro espiatorio di tutti. Gli unici bei momenti che conosce sono quelli che passa nel circo Marcos, che si stabilisce in un terreno abbandonato della città. Sotto il tendone tutto gli sorride, la vita è luminosa, è felice; e poi c’è Clara, la bellissima domatrice di elefanti. Clara diventa la sua confidente, la sua amica, la sua amante. Insieme passeranno giorni felici e spensierati: Louis scoprirà così l’importanza dell’affetto, la fiducia, il calore di un sorriso, la felicità di un bacio. Il circo della vita è una storia d’amore, sul tempo che passa e sulla bellezza dell’aver qualcuno con cui vivere questi bellissimi momenti.

In libreria dal 21 febbraio

Sai, vecchio amico mio…
Qualcuno un giorno mi ha detto…
«La vita è fatta di tappe. La più dolce è l’amore. La più difficile, la separazione. La più dolorosa, gli adii. La più bella, ritrovarsi.»

 

Una trama intensa che trova la sua magia sotto un tendone da circo. 

Il circo della vita è più di una semplice graphic novel, è una storia che tratta di bullismo, di amore, di forza e speranza. 

Louis è un bambino che vive in un orfanotrofio e per il suo aspetto fisico viene maltrattato dai suoi compagni. Purtroppo non riesce a trovare il coraggio di ribellarsi e quindi si chiude nel suo bozzolo di sofferenza, ma tutto cambia quando arriva il circo Marcos. In quel posto magico, fatto di spettacoli divertenti e affascinanti, il protagonista trova il suo angolino di felicità e diventa anche il luogo dei primi palpiti di cuore quando incontra la dolce domatrice di elefanti, Clara. 

Il lettore segue la vita di Louis, la sua adolescenza, la crescita interiore e il suo tenero rapporto con Clara. 

Molto belli i disegni che sono caratterizzati da linee morbide, e le atmosfere create rispecchiano in pieno il senso della storia. Le figure risultano vibranti per l’effetto della grafite e i pochi colori che vengono inseriti fanno risaltare di più i personaggi e le ambientazioni.

La storia procede con un ritmo veloce, eppure con poche frasi e le giuste tavole non si può rimanere indifferenti dalla profondità della trama. Il lettore entra in sintonia con Louis, prova tenerezza per il protagonista che  cresce e matura, fino a diventare un adulto che prende le sue decisioni importanti, non per fare grandi cose nella vita, ma per seguire e costruire la sua piccola felicità. 

Il finale, anche se a un certo punto si intuisce, è coinvolgente e straziante. 

Il circo della vita non racconta solo una dolce e intensa storia d’amore, ma tratta anche del tempo della vita che è fugace come il batter d’ali di una farfalla.  

#Prodottofornitoda @Tunuè

Stefania Siano

La leggenda della Spada-Smeraldo A.E. Moranelli | Recensione

La leggenda della Spada-Smeraldo (Armonia di Pietragrigia #5)

A.E. Moranelli

Flavoria non è più la terra magica e bellissima di un tempo: la guerra ha portato distruzione, dolore e sospetti. La luce di Armonia è stata offuscata dalle perdite e le sue sicurezze distrutte dai tradimenti. Anche il cuore del coraggioso Evan è spezzato: si è visto portare via ciò che amava di più al mondo e ora credere in qualcosa è ancora più difficile. Eppure esiste ancora una debole speranza: è una strada solitaria che affonda nel buio e dalla quale, forse, non si può tornare indietro.L’ultimo capitolo della saga di Armonia di Pietragrigia, l’ultima battaglia da combattere.Così tutto finisce.Questa è l’ultima battaglia.Non ce ne sarà un’altra.Combatti con coraggio.

A volte sentiva il bisogno di frugare nel suo passato, succedeva sempre quando sentiva le forze venirle meno, quando suo padre la fissava senza vederla e il Veggente le rivolgeva un sorriso viscido, pieno di minacce.

 

Una storia magica che è difficile salutare con quest’ultimo volume della saga. 

Eccomi qui a parlarvi di nuovo di Armonia di Pietragrigia, una serie fantasy per ragazzi che ho amato dal primo momento, e per primo momento non intendo quando ho iniziato a leggere la storia, ma quando l’autrice me ne ha parlato. Successivamente ho “seguito”, attraverso gli sfoghi e le chiacchiere con Angelica, l’iter di pubblicazione dal primo volume. 

La storia di Armonia ha una grande evoluzione di libro in libro, non solo da un punto di vista di trama, ma anche per quanto riguarda la crescita dei personaggi che sono caratterizzati in modo magistrale. 

Sapete bene che non amo fare spoiler nelle mie recensioni, ma in questo caso (trattandosi del quinto volume) inevitabilmente dovrò dire qualcosa. Con La leggenda della spada smeraldo il lettore scopre una nuova Armonia che è diversa dalla coraggiosa e determinata Fanciulla-Guerriero, conosciamo la Signora di Fuoco, una donna fragile e forte allo stesso tempo, rinchiusa nel suo bozzolo di disperazione e di paura. Il desiderio di Armonia è quello di salvare la vita del padre, ma per farlo dovrà seguire le indicazioni del perfido Veggente. 

Se troviamo la nostra eroina diversa, allo stesso modo scopriamo anche il prode Evan che appare all’inizio completamente perso, insicuro delle sue capacità e alla ricerca della speranza nel riportare indietro Armonia. 

La trama è molto intricata e accattivante proprio perché le rivelazioni non mancano, come anche gli ultimi colpi di scena, perché all’autrice piace far soffrire il lettore fino alla fine. 

Lo stile di Angelica è fluido e immediato, ha creato una storia originale soffermandosi su ogni piccolo aspetto e realizzando un mondo che ricorda quello articolato di Harry Potter, ma allo stesso tempo completamente diverso.

Nella prima parte della storia, a capitoli alterni, si sviluppano le vicende della Fanciulla-Guerriero e di Evan. Per quanto riguarda Armonia ho amato tutti i momenti con suo padre trovandoli struggenti ed emotivamente intensi, mentre Evan viene spogliato dall’armatura da prode e forte cavaliere per apparire come un semplice ragazzo che cerca la forza di andare avanti nell’impresa. Nella seconda parte del libro il gruppo si riunisce e per un attimo ho provato un senso di nostalgia e tenerezza rileggendo di Sara, Martino e Lucrezia. L’autrice si sofferma molto sulla caratterizzazione dei personaggi, riesce a renderli reali e sono palpabili le loro emozioni. Non dirò altro, ma ci tengo a esprimere la grande soddisfazione per il finale che, ammetto, mi ha anche commosso. 

Armonia di Pietragrigia non è solo un’avventura originale, piena di magia, intrighi e colpi di scena, non ci sono solo mondi incantati, personaggi particolari e animali fantastici, non parla soltanto di coraggio, amicizia e  speranza, ma tratta anche  di una storia d’amore i cui protagonisti non sono un principe e una principessa, ma una semplice coppia di ragazzi che crescono, soffrono e combattono insieme per quello in cui credono. 

 

Stefania Siano