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Il dottor Nabokov e la bicicletta alata di Claudia Perfetti | Recensione

Il dottor Nabokov e la bicicletta alata

Claudia Perfetti

A Jean Paul Sartre, filosofo tormentato, viene recapitato un oggetto misterioso. Nel tentativo di scoprire di cosa si tratta, si rivolge al dottor Benjamin Nabokov, professore e inventore di cui ha sentito parlare. I due, insieme a Nina, una studentessa del professore con il dono straordinario di vedere le cose del “mondo invisibile”, iniziano a indagare, consapevoli di dover andare oltre la realtà per capire da dove viene l’oggetto misterioso e cosa significano le visioni di Nina. E se la scienza non si limitasse a spiegare i fenomeni visibili? E se la filosofia riuscisse a ergersi oltre le cose del mondo? Il dottor Nabokov, Sartre e Nina uniranno le loro forze per scoprire che quell’universo misterioso esiste davvero, oltre l’essere, oltre il nulla.

 

Le cose assumono un senso solo se qualcuno le osserva e a seconda dei punti di vista cambiano: un quadro è un quadro, ma nello stesso tempo può essere incanto per qualcuno e paura per qualcun altro.

Il Dottor Nabokov e la bicicletta alata è una storia misteriosa e dinamica, in cui la filosofia e la scienza si intrecciano, creando un’ambientazione accattivante. 

Il lettore conosce subito il Dottor Nabokov, un sessantacinquenne che ha dedicato la sua vita alla ricerca della verità e che veste perfettamente i panni del professore di fisica e matematica. Il filosofo Jean Paul Sartre riceve uno strano oggetto e contatterà proprio Nabokov per chiedergli di aiutarlo nel capire qualcosa in più a riguardo. Nell’indagine e lo studio sulla natura di questo misterioso oggetto si unirà anche Nina, una studentessa che ha un dono molto particolare e che tiene nascosto.

Come ho detto prima, la storia è molto dinamica proprio perché si seguono non solo le varie situazioni dei tre personaggi citati, ma dalla seconda parte del romanzo si scopre un altro “mondo”, altre figure particolari e affascinanti che rendono il libro ancora più accattivante e la trama prende sempre più consistenza.

Lo stile di scrittura è scorrevole e poetico, l’autrice fa delle bellissime riflessioni anche filosofiche, prendendo a esempio temi attuali. Il ritmo della storia è veloce e devo dire che all’inizio non mi ha disturbato la cosa, anzi, Claudia Perfetti introduce in modo fluido e diretto molti concetti e situazioni interessanti, peccato che, nel corso della lettura, ho notato che ci sono alcuni momenti che si svolgono troppo velocemente. Per questo ritmo serrato non sono riuscita a entrare in sintonia con i personaggi che ho trovato un po’ freddi. Avrei preferito qualche pausa, anche perché l’autrice realizza una trama ben articolata e, secondo il mio punto di vista, rallentare il ritmo sarebbe servito ad assimilare meglio gli avvenimenti.

A parte questo particolare, Claudia Perfetti racconta una storia piacevole, avvolta dal magnetismo creato dalla filosofia, dalla scienza e con un pizzico di fantasia.

#Prodottofornitoda @BookaBook

Stefania Siano

Il lettore di Dante

Ciao Cricche!
Oggi sono qui per presentarvi un evento molto interessante che si terrà nel mese di febbraio a Milano. Vi lascio il comunicato stampa 🙂 

Il lettore di Dante

Una nuova lettura integrale della Divina Commedia
alla riscoperta del piacere di leggere
senza gli eccessi dell’annotazione scolastica.


Tempo Ritrovato Libri
Corso Garibaldi 17, Milano

da martedì 5 febbraio 2019
ore 19:00
ingresso libero

È possibile leggere la Divina Commedia, o siamo ormai costretti a studiarla?
Alberto Cristofori propone un percorso di riscoperta del capolavoro dantesco. Muovendo da due princìpi metodologici: ridare fiducia al testo più che agli apparati di commento; e rimettere l’erudizione al servizio della poesia.

Dante certo non prevedeva che i suoi lettori avrebbero avuto bisogno di note. Dalla scuola e dalle edizioni commentate si ricava invece l’impressione che la Commedia dantesco non possa essere intesa senza l’aiuto di un robustissimo zoccolo di commenti eruditi.

Senza dubbio qualche aiuto è indispensabile per colmare la distanza che ci separa da Dante. Ma è altrettanto indubbio che vi siano eccessi, nel modo in cui viene presentato il testo di Dante – eccessi che spaventano il potenziale lettore e che rivelano una sostanziale sfiducia nel testo stesso. Come se le parole di Dante, anche laddove sono chiarissime, non possano essere intese nel loro vero significato se non dagli studiosi, dai filologi, dagli specialisti.

La scommessa da cui nasce questo progetto è che, con pochi aiuti essenziali, sia possibile tornare a leggere la Divina Commedia, recuperando un rapporto più diretto con il testo e con la sua poesia ed evitando l’impressione di avere a che fare con una serie infinita di indovinelli privi di qualsiasi rapporto con la nostra esperienza reale.

Leggere, beninteso, non significa fermarsi alla superficie, trascurando la complessità dell’opera di Dante; tanto meno questo progetto vuol essere un invito a ignorare i settecento anni di storia della lingua e delle idee che sono trascorsi da quando Dante scriveva i suoi versi.

Tornare a leggere Dante, significa invece, per esempio, non sostituire a espressioni perfettamente comprensibili a tutti, come “andavam forte”, la piatta parafrasi “camminavamo velocemente”. Significa non tradire l’intenzione di Dante, forzando a un senso chiaro quanto il poeta voleva che restasse oscuro, e proprio perciò inquietante, come il celebre “Papè Satan, papè Satan aleppe”. Significa, infine, non anticipare ciò che il testo non ha ancora spiegato, privando le parole della loro carica emotiva: la “Caina” evocata da Francesca perde gran parte della forza di suggestione che aveva per i primi lettori, e che dovrebbe conservare per quelli di oggi, se ci viene subito detto che è una delle zone in cui è diviso l’ultimo cerchio…

Nel leggere la Divina Commedia, dal primo all’ultimo canto, Alberto Cristofori proverà dunque a rimettersi nella condizione del lettore ideale che Dante ha immaginato per il suo poema. Diciamo meglio: dei diversi lettori ideali che emergono nel corso dell’opera, col passaggio dalla prima alla terza cantica.

Questa ricerca è anche un modo per mettere alla prova il testo: nella convinzione che solo così si possa verificare se la Divina Commedia sia un’opera ormai museificata, oggetto di studi specialistici sempre più raffinati, ma capace di parlarci solo attraverso infinite mediazioni; o se viceversa sia un’opera ancora viva, capace, e in che misura, e a che condizioni, di dire qualcosa di importante ai lettori del xxi secolo.

Per informazioni:

Tempo Ritrovato Libri
Corso Garibaldi 17 – Milano
Tel: 02-99293575
Email: info@temporitrovatolibri.it

Milano per Dante
Email: milanoperdante@gmail.com
https://www.facebook.com/pg/milanoperdante


Alberto Cristofori, traduttore, narratore e editore, ha organizzato nel 2015 “Milano per Dante”, una lettura integrale della Divina Commedia affidata a cento esponenti della società civile milanese.
Ora si cimenta in questa impresa solitaria, rivolta a chi desidera cancellare il ricordo della lunga noia delle “ore di Dante” liceali e a chi desidera superare il sacro timore che i versi del poema trecentesco troppo spesso incutono al profano. Il viaggio si concluderà nel 2021, in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Ogni incontro prevede la lettura di due canti.
Gli incontri si svolgeranno in corso Garibaldi 17, Milano, alle ore 19.00.

Calendario dei primi incontri (Inferno):

• martedì 5 febbraio – canti i e ii
• martedì 19 febbraio – canti iii e iv
• martedì 5 marzo – canti v e vi
• martedì 19 marzo – canti vii e viii
• martedì 9 aprile – canti ix e x
• martedì 30 aprile – canti xi e xii
• martedì 14 maggio – canti xiii e xiv
• martedì 28 maggio – canti xv e xvi
• martedì 11 giugno – canti xvii e xviii
• martedì 25 giugno – canti xix e xx






Stefania Siano

Piccolo mondo perfetto di K. Wilson | Recensione

Piccolo mondo perfetto

Kevin Wilson

Orfana di madre, senza soldi e con un padre alcolizzato, la diciannovenne Izzy Poole rimane incinta di Hal, il suo insegnante di Arte del liceo. Lei, intelligente e schiva, determinata a non frequentare l’università malgrado gli ottimi risultati scolastici, sente di volere il bambino e decide di tenerlo; ma Hal, vittima di problemi psichiatrici, non regge la responsabilità e si suicida. Preston Grind, psicologo a sua volta figlio di celebri psicologi e segnato da un passato traumatico, dà avvio a un innovativo progetto di educazione infantile: il Progetto Famiglia Infinita. Nove coppie in condizioni economiche e sociali disagiate e in attesa del primo figlio trascorreranno dieci anni in una tenuta dove alleveranno i propri bambini come una sorta di famiglia allargata; anche Izzy, unico genitore single, entrerà a far parte del programma. L’esperimento prende il via, procedendo nonostante le difficoltà, più o meno prevedibili, che accompagnano le giornate di questa strana famiglia artificiale e autosufficiente: si creeranno legami particolari, nasceranno gelosie e rancori, i rapporti inizieranno a incrinarsi in seguito a inevitabili tensioni sessuali che rischieranno di spezzare il fragile equilibrio della comunità… La famiglia può rovinarti la vita oppure te la può salvare: quel che è certo è che dalla famiglia non c’è via di uscita.
Kevin Wilson, dopo La famiglia Fang, dà vita a un nuovo, affascinante e geniale ritratto di una famiglia, questa volta allargata e anticonvenzionale, confermando la sua delicata abilità nel raccontare le relazioni umane.

 

C’erano nove coppie oltre a lei, che era entrata nel gruppo da sola. Gli altri erano convinti che presto o tardi avrebbe conosciuto qualcuno e alla fine si sarebbe sposata, ma Izzy  non l’aveva mai preso in considerazione. Era in gioco qualcosa di più importante, come invariabilmente ricordava loro il dottor Grind. 

Una storia intensa che esplora l’animo umano durante un esperimento sociale bizzarro.

Il lettore conosce subito Izzy, una giovane ragazza, intelligente e sensibile, con una situazione familiare problematica. Trova rifugio tra le braccia del suo professore d’arte di nome Hal, ma quando rimane incinta, l’uomo, già alle prese con i suoi problemi mentali, non regge la pressione della notizia e così si suicida. 

Messa alle strette da una prospettiva di vita misera per far nascere suo figlio, decide di entrare a far parte del Progetto Famiglia Infinita realizzato dal dottor Grind.

Nella prima parte del romanzo si scopre tutto ciò che avviene prima del progetto e si conosce per bene la storia di Izzy e del dottor Grind.
Izzy è un personaggio che mi è piaciuto molto, riesce a tenere testa a tutte le altre figure e, a parer mio,  spicca in particolar modo proprio per la sua determinazione. Parliamo di una ragazzina che ha appena terminato le superiori, una giovane donna testarda, matura, intraprendente e coraggiosa.  Non vuole abbandonare il suo bambino, vuole vederlo nascere e crescere nel migliore dei modi, anche senza un padre. Così, con mille pensieri, paure e problemi, si butta a capofitto nell’unica soluzione che trova più pratica e comoda sia per lei che per suo figlio.

Grind è un personaggio che anche mi ha molto incuriosito. Parliamo di un figlio di psicologi, i quali hanno fatto proprio sul loro bambino un’esperimento sull’educazione infantile. Grind è rimasto colpito da questa pratica e così, a distanza di anni, decide di creare il Progetto Famiglia Infinita. Nove coppie in attesa di un figlio, più Izzy, dovranno vivere insieme con programmi e abitudini da rispettare. Lo scopo è di creare una vera e propria famiglia allargata, in cui i bambini non sanno chi sono i loro veri genitori, ma hanno tante madri e tanti padri su cui contare. 

Questa prima parte del romanzo l’ho trovata interessate e introspettiva, soprattutto i capitoli riguardo Izzy.

Con la seconda parte della storia entriamo nel vivo delle dinamiche dell’esperimento: si scoprono gli orari, i turni e lo stile di vita delle nove coppie. Ho trovato l’inizio molto confusionario perché tutti i personaggi (adulti e bambini) vengono introdotti nello stesso momento e, personalmente, ho fatto molta fatica a tenere bene a mente ognuno di loro nel corso della storia. A parer mio questa è l’unica “pecca” che ho riscontrato durante la lettura perché la scrittura di Wilson è immediata, fluida e coinvolgente, con poche parole riesce a farti entrare nella mente di personaggi.

Il lettore osserva le dinamiche del Progetto Famiglia Infinita, un esperimento intrigante che scopre ogni sfaccettatura dei comportamenti umani. Una storia introspettiva che scava in profondità nella psiche dei personaggi. 

#Prodottofornitoda @Fazi Editore

 

 

Stefania Siano

Il canto di Penelope di Atwood | Recensione

Il canto di Penelope 
Margaret Atwood

Fedele e saggia, Penelope ha atteso per vent’anni il ritorno del marito che, dopo aver vinto la guerra di Troia, ha vagato per il Mar Mediterraneo sconfiggendo mostri e amoreggiando con ninfe, principesse e dee, facendo sfoggio di grande astuzia, coraggio e notevole fascino, e guadagnandosi così una fama imperitura. E intanto che cosa faceva Penelope, chiusa in silenzio nella sua reggia? Sappiamo che piangeva e pregava per il ritorno del marito, che cercava di tenere a bada l’impulsività del figlio adolescente, che si barcamenava per respingere le proposte dei Proci e conservare così il regno. Ma cosa le passava veramente per la testa? Dopo essere morta e finita nell’Ade, Penelope non teme più la vendetta degli dèi e desidera raccontare la verità, anche per mettere a tacere certe voci spiacevoli che ha sentito sul suo conto. La sua versione della storia è ricca di colpi di scena, dipana dubbi antichi e suggerisce nuovi interrogativi, mettendo in luce la sua natura tormentata, in contrasto con la sua abituale immagine di equilibrio e pacatezza. L’autrice di culto Margaret Atwood, con la sua scrittura poetica, ironica e anticonvenzionale, dà voce a un personaggio femminile di grande fascino, protagonista di uno dei racconti più amati della storia occidentale.

 

Che cosa può fare una donna quando una chiacchiera indecente viaggia attraverso il mondo? Se si difende sembra colpevole. Così ho aspettato ancora un po’. Ora che tutti gli altri hanno parlato a perdifiato, è giunto il mio turno. Lo devo a me stessa.

Una storia affascinante, triste e crudele, che cattura il lettore con uno stile raffinato. 

È il primo lavoro che leggo di Margaret Atwood, l’autrice che è conosciuta soprattutto per il romanzo “Il racconto dell’ancella”. La copertina semplice e di impatto ha catturato subito la mia attenzione e la trama affascinante mi ha spinto ad acquistare subito questo libro.

Tutti conoscono l’Odissea di Omero, una storia scandita dal carisma e dall’intelligenza di Ulisse, il quale affronta con astuzia e coraggio creature malvagie e pericolose battaglie. In questa storia l’autrice decide di raccontare di un personaggio dell’Odissea che merita giustizia, che ha voglia di narrare il suo punto di vista. 

Con un linguaggio elegante e poetico, Margaret Atwood dà voce a un personaggio femminile che è l’emblema della moglie devota e della fedeltà: Penelope. Una volta che Penelope inizia a raccontare la sua storia, seppur mantenendo la sua pacatezza e fragilità, ecco che le sue parole diventano un motivo di riflessione sull’essere femmina, partendo dai pregiudizi che nascono, soffermandosi sulle conseguenze delle azioni delle donne che, in un modo o nell’altro, qualsiasi cosa dicono o pensano determinano complicazioni. La vita non è facile se si nasce femmine e i problemi arrivano fin dalla tenera età. Attraverso Penelope, la Atwood tratta in modo critico e ponderato tutte le problematiche, prima citate, dell’universo femminile, evidenziando le crepe che sono presenti ancora nel nostro presente. 

Una storia che narra non solo i venti anni di estenuante attesa di Penelope che attende il ritorno del marito, ma si esplora la sua figura a tutto tondo, partendo dalla sua infanzia, dal comportamento freddo e disinteressato della madre, fino al rapporto complicato con il padre che tenta di ucciderla fin da piccola. 
Ho trovato interessato e ben delineato il rapporto tra la ingenua Penelope e la esuberante Elena, quest’ultima viene descritta come capricciosa e vanitosa, una persona che ama vedere cadere gli uomini ai suoi piedi.

I capitoli di Penelope si alternano con altri che trattano delle dodici ancelle che sono state uccise stesso da Ulisse perché avevano giaciuto con i Proci. Anche loro, come la protagonista, cercano di farsi valere nel romanzo, tentato di avere una minimo di giustizia dopo la loro morte. 

Il canto di Penelope è un romanzo lineare e scorrevole, che esplora le emozioni di uno dei personaggi più curiosi e taciturni dell’Odissea: una donna che non ha avuto la possibilità di dire la sua verità. 

Stefania Siano

Il mastino dei Baskervilles di Russell Punter | Recensione

Il mastino dei Baskervilles. Sherlock Holmes a fumetti

Russell Punter

La morte in circostanze misteriose di Sir Charles Baskerville diventa presto un caso per il più grande investigatore del mondo, Sherlock Holmes. Sir Charles è forse soltanto l’ultima vittima di una maledizione familiare che continua da generazioni? Holmes e il suo collega dottor Watson dovranno adoperare tutte le capacità e il coraggio che hanno se vogliono uscire vivi dall’incontro con il mostruoso mastino dei Baskerville! Il terrore e la suspense abbondano in questa versione a fumetti del più famoso caso di Sherlock Holmes.

Sono il dottor John Watson e per molti anni ho avuto il privilegio di condividere le avventure di Sherlock Holmes, il famosissimo investigatore. Il caso forse più noto fra tutti quelli sottoposti alla sua attenzione iniziò in un luminoso mattino di settembre, nel 1889.

Buongiorno Cricche!
Oggi sono qui per parlarvi del secondo volume che mi ha inviato la Usborne Edizioni, una casa editrice che si interessa di pubblicare libri rivolti a bambini e ragazzi.

Qualche giorno fa vi ho parlato di un loro libro che tratta dell’arte occidentale, questa volta vi presento un classico della letteratura dei gialli, Il Mastino dei Baskerville, un adattamento di Punter ispirato al romanzo di Conan Doyle.
Non mi sono mai avvicinata alle storie di Sherlock proprio perché non sono una grande appassionata del genere, ma appena ho visto la copertina accattivante non ho resistito alla curiosità di vedere la trasformazione di un classico romanzo in questa chiave grafica a fumetto.

Il Mastino dei Baskerville è uno dei più celebri romanzi della serie diThis image has an empty alt attribute; its file name is Il-mastino-dei-Baskerville-di-Conan-Doyle-stefania-siano-official-cricche-mentali.jpg Sherlock in cui si tratta di una maledizione di famiglia che dura da generazioni. Una storia che nasconde rancori familiari e feroci omicidi, in cui per un attimo sembra che il soprannaturale si intrecci con la realtà. Il fumetto si apre con Watson che introduce la storia, la quale è ben articolata con la giusta dose di mistero e adrenalina. Sherlock non può farsi sfuggire un caso così particolare e subito si fionda nelle indagini. Il protagonista è spettacolare, Holmes è intelligente, schietto e l’ho trovato anche ironico nel suo essere saccente, mentre Watson è il personaggio più equilibrato della coppia che comunque riesce a tenere testa al suo collega. Non ho letto il romanzo quindi non posso fare un paragone, ma trovo che sia stato fatto un buon lavoro in questa versione a fumetto  perché la storia scorre veloce e intrattiene il lettore.

Durante i dialoghi ci sono dei piccoli riquadri che spiegano alcuni gesti e alcune situazioni che non vengono rappresentati graficamente, ciò rende il tutto più particolare, dettagliato e fluido, permettendo una piacevole lettura.

Graficamente il lavoro è rappresentato in modo chiaro, a partire dalla disposizione delle vignette fino al font utilizzato per i dialoghi e le brevi descrizioni, il tutto per agevolare la lettura. La linea del disegno è semplice e delicata con un lieve gioco di luci e ombre, un chiaro scuro appena accennato. Devo dire che sono rimasta un po’ delusa dalla scelta dei  colori, lì ho trovati un po’ piatti, avrei preferito vedere dei toni più intensi e vivaci al fine di enfatizzare maggiormente l’atmosfera particolare ed enigmatica creata dallo stesso Sherlock, ma questo è un punto dettato dal semplice gusto personale.

Questa versione a fumetto de Il Mastino dei Baskerville l’ho trovata piacevole, veloce e scorrevole, adatto a un lettore che si vuole avvicinare per la prima volta al mondo di Sherlock e a chi vuole sperimentare questa nuova veste grafica del classico.

#Prodottofornitoda @Usborne Edizioni

Stefania Siano

Il mio amico a testa in giù di Iben Akerlie | Recensione

Il mio amico a testa in giù 

Iben Akerlie

Amanda odia stare al centro dell’attenzione. A tredici anni, quello che la fa sentire davvero sicura è passare inosservata tra i suoi compagni di scuola e studiare. Quando però la professoressa di lettere la sceglie per affiancare Lars, il nuovo arrivato, Amanda capisce che niente sarà più come prima. Perché Lars non è come gli altri, soffre della sindrome di Down, e nessuno vuole essere amico di uno così. Se Amanda dovrà passare l’intero anno insieme a lui, già si immagina le scene imbarazzanti in cortile e le battute sgradevoli dei fighi della scuola. Di Adam, ad esempio. Per cui ha una cotta colossale. Eppure… la vicinanza con Lars si rivela diversa da ogni previsione. Con lui Amanda riesce per la prima volta a essere davvero se stessa, con lui scambia occhiate d’intesa, guarda il mondo a testa in giù e inventa formule magiche, senza paura di essere giudicata… Almeno fino al giorno in cui scopre che tutti a scuola ridono di Lars. Lei farebbe qualunque cosa per difenderlo. Ma se questo significasse uscire dall’anonimato, mostrarsi in prima linea e rischiare addirittura di perdere per sempre Adam? Per Amanda è arrivato il momento di scegliere, e trovare il coraggio di essere se stessa.

Mi sono abituata alla mia doppia vita con Lars. A scuola siamo conoscenti, ma a casa di Bent siamo maghi e bevitori di caffè. I due mondi non si mescolano.

Una storia leggera e adolescenziale che tratta di solidarietà e rispetto.

Amanda è una ragazzina di tredici anni, è appena un’adolescente alle prese con le sue insicurezze, la sua timidezza e soprattutto con il suo grande amore non corrisposto: Adam.
Adam è esattamente il tipico ragazzo bello della classe che però è anche un po’ bullo, infatti la nostra protagonista è vittima di uno dei suoi scherzi e questo evento la metterà in crisi. Un giorno arriva un nuovo alunno in classe e Amanda ricopre il ruolo di tutor al fine di aiutare il nuovo studente ad ambientarsi, ma le cose si complicano quando scopre che Lars è un bambino affetto dalla sindrome di down.

Parliamo del romanzo d’esordio dell’attrice Iben Akerlie, la quale racconta una storia per ragazzi in cui vengono bilanciate parti leggere con altre più importanti. Nel libro si parla di sensibilità, di solidarietà, del fatto che chi è affetto dalla sindrome di down non è un extraterrestre, ma è una persona esattamente come noi che ha due occhi, una bocca, un cervello e soprattutto un cuore e dei sentimenti. Nel libro sono presenti scene di bullismo non solo nei confronti di Lars, ma anche di chi si comporta in modo diverso dalla massa, di chi è più sensibile, o di chi cerca di aiutare le persone in difficoltà.

Amanda è un personaggio che inizialmente risulta un po’ pesante per il suo continuo pensiero fisso per Adam, ne parla spesso, fantastica su di lui, fa cose che fa una qualsiasi tredicenne alla sua prima cotta, ma nel corso della lettura tende un po’ a stancare questo aspetto.
Ho adorato invece come è stato caratterizzato Lars che rappresenta la parte innocente e genuina della storia. Un ragazzino solare, ingenuo e giocherellone che ama il mondo di Harry Potter, adora la magia e creare incantesimi. Bellissimo anche come l’autrice racconta del rapporto tenero che ha con suo padre Bent.

Come ambientazione delle vicende abbiamo uno scenario prettamente scolastico in cui si incontrano altri personaggi che giocano un ruolo importante per lo svolgimento della storia, tra cui abbiamo i migliori amici di Amanda e le due bullette della scuola che innescano la dinamica degli episodi di bullismo. Se siete persone romantiche vi dico che la storia d’amore viene affrontata, anche se non in modo approfondito, ma è giusto così perché il focus della storia è un altro.

Un libro leggero che affronta il concetto della diversità in modo delicato e, allo stesso tempo, intrattiene il lettore con le avventure di una ragazza alle prese con i suoi primi problemi adolescenziali. 

#Prodottofornitoda @Dea Planeta Libri

Stefania Siano

Cover Reveal “Strenne e Cannella” di Jane Rose Caruso

Cover Reveal

“Strenne e Cannella” di Jane Rose Caruso

Giorno Cricche!
Questo è un post speciale per una blogger dolcissima: Rose Caruso.

Vi svelo la copertina della serie Miss Garnette Catharine Book Cooking dal titolo Strenne e Cannelle. Una lettura che recupererò appena possibile <3

Vi lascio alle informazioni del libro 🙂

TRAMA

Miss Book e Prudence partono per Borringhton, dove  sono state invitate dai cugini Lorribrie nella loro tenuta per Natale. Complice una violenta bufera, il viaggio in treno si rivela ricco di sorprese, fatti inquietanti e nuove conoscenze, fra cui l’arcigno e arrogante Barone Lorkingard, pronto a prendersi gioco di tutto, compreso il Natale. Ma non mancano le vecchie amicizie:Miss Bennet, che ha bisogno dell’aiuto di Miss Book per prendere la decisione più importante della sua vita o i cugini Lorribrie, sbadati e distratti, alle prese con una disattenzione che potrebbe rovinare le feste…

Questa volta il compito di Miss Book sarà davvero difficile: riuscirà, con l’aiuto delle sue magiche ricette, a salvare il Natale?

BIOGRAFIA

Jane Rose Caruso è nata in un piccolo paesino di provincia ma si è trasferita in città per motivi di studio. Ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza. È molto attiva sui social, e fa la blogger a tempo pieno. Una volta sposata, è ritornata a vivere in campagna, ha un bambino e tre cani che le allietano le giornate. Delle serie Miss Garnette Catharine Book Cooking ha già pubblicato il primo volume, Spezie & Desideri e una novella, Un tè alla zucca.

Stefania Siano

Il gufo e la bambina di Beppe Tosco | Recensione

Il gufo e la bambina

Beppe Tosco

Stella è preoccupata che il suo amico gufo Cocò stia invecchiando troppo in fretta e insieme ai comuni amici, un merlo e un porcello, è decisa a trovare un rimedio allo scorrere del tempo, anche a costo di imbarcarsi in un’avventura popolata di creature bizzarre e spaventose. Intanto l’autore della storia è a sua volta alle prese con l’indisciplinato illustratore Leandro, che dovrebbe riempire le pagine di disegni seguendo le sue indicazioni. Peccato che le idee di Leandro non sempre coincidano con quelle dello scrittore…

“Tutti nella vita perdiamo il tempo,” esordì il mago.
“E come facciamo a perderlo?” chiese Stella.
“Non imparando quando se ne ha l’occasione, non studiando, non osservando ciò che andrebbe osservato, cincischiando, lasciando passare le opportunità di diventare migliori, oziando.”

Un romanzo che fin dalla trama si comprende un messaggio importante e profondo che viene stemperato dallo stile frizzante e i “battibecchi” divertenti tra l’autore e l’illustratore. 

Stella è una bambina preoccupata per il suo amico Cocò che sta invecchiando velocemente. Un giorno incontra un mago del tempo dall’aspetto singolare e bizzarro e, solo dopo avergli parlato del problema di Cocò, sembra trovare una soluzione. Così Stella, insieme ai suoi amici animali,  partono in un’avventura per raggiungere la Sala del Tempo Perso.

Si tratta di una favola per bambini di poche pagine, colma di fantasia e con uno stile di scrittura scorrevole ed esilarante. La storia ha come base un messaggio importante e delicato, tratta del tempo che ha da vivere ogni essere vivente e si sofferma anche sul rifiuto nell’accettare che questo tempo passi, infatti da qui parte la volontà di Stella di fare tutto il possibile per tenere con sé il suo amico Cocò.

Il tutto viene stemperato e alleggerito non solo dalla fantasia dell’autore, ma anche dalle scaramucce che nascono con l’illustratore Leandro che spesso accompagna il testo con immagini dettate non tanto dalle parole, ma dal suo estro creativo che spesso va in conflitto con l’idea dello scrittore.

Un romanzo divertente che intrattiene il lettore tra sorrisi e risate, in un’avventura fiabesca che parla di coraggio, amicizia e solidarietà.

#Prodottofornitoda @Bompiani

 

Stefania Siano