Recensione: Sacré Bleu di Christopher Moore

Sacré bleu

Christopher Moore

Il dipinto che fa da sfondo è opera di Paola Siano (www.paolasiano.com)

Lo spirito della Parigi fin de siécle e dell’Impressionismo in una movimentata storia di intrighi, passione, arte, misteri, condita di pane croccante, ragazze cancan e assenzio. Ambientata a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, ultimogenito di una famiglia di fornai di Montmartre, il cui padre era amico, sodale e protettore di poveri artisti come Renoir, Monet, Pissarro e Cézanne. Anche Lucien dipinge e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che un giorno, di punto in bianco, sparisce nel nulla. Due anni dopo, ritrovato per caso l’amore della sua vita, Lucien scopre insieme all’amico Henri Toulouse-Lautrec il misterioso legame tra Juliette e il Colorista, uno strambo commerciante e fabbricante di pigmenti, unico a conoscere la ricetta di un misterioso blu oltremare – il Sacré Bleu – dalle qualità eccezionali. Da quel momento, il fornaio e il pittore resteranno travolti da una valanga di guai e faranno involontariamente luce su una lunga serie di risvolti inediti del mondo della pittura, tra i quali il finto suicidio di un certo Vincent van Gogh…

Sacré Bleu è un libro umoristico e misterioso dalla scrittura pungente e fluida.

Conoscevo già l’autore per il libro “Il Vangelo secondo Biff”, il quale devo assolutamente riprendere perchè, per questione di tempo, lo abbandonai.

L’ambientazione è affascinante e intrigante, ci troviamo nella Parigi della fine dell’800 in cui il protagonista Lucien, il quale desidera diventare un pittore e vivere della sua passione, è circondato dagli artisti dell’epoca come Pissaro, Monet e tanti altri.

Lucien è una persona molto debole, dall’animo sensibile e completamente preso dalla sua passione e soprattutto da Juliette, la sua musa che gli causerà problemi non indifferenti. Impeccabile e divertente la caratterizzazione di Henri Toulouse-Lautrec che rappresenta perfettamente le abitudini e le “stravaganze” della Parigi dell’epoca.

«Ti ricordi della vecchia Juliette?» disse Lucien.
«La vecchia Juliette che ti ha rovinato la vita e ha fatto di te un povero disgraziato?».
«Proprio lei» disse Lucien.
«Certo che me la ricordo». Henri si alzò il cappello senza mollare il bicchierino, e in quella posa si sentiva un vero stupido. «Enchanté, Mademoiselle».

Altri personaggi che ho apprezzato sono Régine, la sorella di Lucien, una donna forte che porta sulle spalle una grande colpa e suo marito Gilles, che è il tipico uomo rozzo e zuccone che però risulta tenero per l’amore che prova per la sua donna.

La storia di Moore si sviluppa con un buon ritmo, dando la giusta consistenza ai personaggi permettendo al lettore di conoscere la loro storia.

Sacré Bleu è uno di quei libri in cui man mano che si va avanti nella lettura i tasselli si uniscono, realizzando che tutti i personaggi, bene o male, hanno una relazione tra loro.

Le storie si intrecciano in modo avvincente e misterioso creando dei risvolti inaspettati per non parlare del finale! La conclusione della storia mi ha stupita perché da racconto che ha tutte le caratteristiche di essere un giallo/storico, ecco che arriva anche la chiave fantastica che spiazza il lettore. 

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