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Elric di Michael Moorcock | Recensione

Elric

Michael Moorcock

Questa è una storia di emozioni mostruose e di ambizioni sfrenate. È una storia di sortilegi, di tradimenti e d’ideali onorevoli, di sofferenze e piaceri spaventosi, di amore amaro e di dolce odio. Questa è la storia di Elric di Melniboné.

 

Ma le letture gli hanno insegnato anche a porre in discussione l’uso che si può fare del potere, a porre in discussione le proprie ragioni, a chiedersi se non sarebbe meglio non far uso del potere per nessuna causa. Le letture lo hanno portato a questa “morale”, che tuttavia lui comprende a malapena.

Un romanzo epico con un protagonista fuori dagli schemi.

Elric è una saga scritta da Micheal Moorcock negli anni 60/70. Ho comprato questo splendido volume della Oscar Vault, uscito a ottobre, che comprende i sei libri della serie e sono rimasta super soddisfatta di questa storia meravigliosa. 

Tutto ruota intorno a Elric, sovrano dell’antico impero di Melniboné. I melniboniani sono conosciuti per essere sovrani dei draghi, padroni della magia e soprattutto per essere persone che non hanno una morale; infatti non fanno distinzione tra bene e il male, vivono appagando i loro istinti. Elric è un sovrano diverso da quelli che lo hanno preceduto: è un albino, dal fisico debole e dalla salute cagionevole, ma è anche un filosofo e, a differenza degli altri, lui si pone delle domande sulla vita e cerca di capire quale sia il suo destino. Le cose si complicano quando suo cugino Yyrkoon mira al trono, mettendo a repentaglio la vita di una donna importante per Elric, Cymoril, sua cugina. 

In un’ambientazione fantastica, tra draghi, magia, battaglie  e i Signori del Caos, parte l’avventura di Elric alla ricerca di se stesso e del suo destino. 

Indipendentemente dalla storia che mi è piaciuta molto, sia per come è articolata e i colpi di scena, ma credo che il punto forte di questa saga sia il protagonista che è assolutamente fuori dagli schemi del fantasy di questo genere.

Elric è un protagonista complesso, pieno di sfaccettature: a volte è un eroe, altre volte è un anti eroe, è egoista, ma prova anche compassione, è intelligente, curioso e ha voglia di esplorare e ampliare la sua conoscenza. Questo mix non fa altro che permettere un’evoluzione costante del personaggio, libro dopo libro si scopre un lato nuovo di Elric e il lettore non può fare altro che amarlo. 

Adoro la caratterizzazione dei personaggi di Moorcock, qui non esiste il buono o il cattivo, il tutto non si concentra sulla solita lotta tra il bene e il male, ma si parla di sopravvivenza, di ambizione, di egoismo e di destino.

Anche se è una saga scritta un po’ di anni fa, mi aspettavo di trovare uno stile di scrittura lento, prolisso e pomposo, invece lo stile di Moorcock è  scorrevole. Ci sono alcuni termini che oggi non si usano più, ma a parte questo la lettura è veloce e  piacevole. 

Se volete lanciarvi in questa avventura, aspettatevi una storia intensa, con un protagonista tormentato e un destino crudele. 

RP: I discendenti delle arti terrene di Ester Kokunja

I Discendenti delle Arti Terrene

Ester Kokunja

Lontano dagli uomini c’è una dimensione dominata dal sovrannaturale, dove solo i Discendenti della Magia possono controllare le quattro Arti Terrene. Ayra Selendor, un Erede senza più un titolo e con delle abilità magiche scarsissime, si prepara al suo primo anno all’Istituto Aühequos: un zolla di terra fluttuante nello spazio stellato della Sottointradimensione, un luogo neutrale, un rifugio per ogni discendenza. Questo solo durante il giorno. Di notte l’atmosfera muta drasticamente. La scuola si trasforma in un un campo di battaglia intriso di rune antiche, marchi letali, incantesimi arcani e trabocchetti a ogni angolo, dove le più oscure delle creature girano indisturbate, pronte a rivendicare il potere. Mentre il caos consuma e annebbia le menti degli studenti, Ayra dovrà trovare la forza di schierarsi dal lato giusto. E non è cosa facile quando i buoni diventano cattivi, i cattivi non lo sono mai stati e l’unico segreto della sua vita rischia di essere rivelato ad un mondo non poi così tollerante: nessuno deve sapere di Lazhar, l’essere che da sempre le è accanto, rinchiuso da troppo in uno specchio.

Levò lo sguardo quel tanto che bastava a incrociare gli occhi di un’altra pericolosa creatura. Ambrati e luminosi, erano solcati da piccole striature nere adornanti una pupilla serpentina. Non le servì altro per capire.

È con piacere che partecipo al review party di questo libro fantasy. Ringrazio tanto Marika di Libri Riflessi in uno Specchio per avermi coinvolta in questo evento 🙂 

I Discendenti delle Arti Terrene è un libro fantasy, primo di una saga, in cui sono presenti due elementi che adoro di questo genere: la magia e una scuola. 
La nostra protagonista è Ayra Selendor, una ragazza che si prepara a entrare all’Istituto Aühequos dove dovrà trovare la sua identità nel mondo magico. 

È molto difficile riuscire a creare una storia originale con queste dinamiche fantastiche, le quali sono spesso utilizzate nei libri di questo genere, ma nonostante tutto “I Discendenti delle Arti Terrene” è stata una piacevole lettura. Ester realizza una storia articolata, in un mondo in cui i Quattro Fondatori hanno deciso di distaccarsi dal Primo Mondo (ovvero quello umano) per vivere in tranquillità nel Secondo Mondo. 

Ho simpatizzato subito con Ayra. Una giovane orfana che si trova ad affrontare una situazione molto delicata insieme alla sorella Lunel. I loro genitori erano una delle famiglie che discendevano dai Quattro Fondatori, ma dopo essere caduti in disgrazia, le sorelle sono state abbandonate da tutti i loro parenti e si sono fatte forza da sole in un mondo di magia dove il sangue conta molto. Ayra si trova ad affrontare così non solo le malelingue e un ambiente magico ostile, ma deve fare i conti anche con se stessa e con le sue capacità.
Interessante ed enigmatico è Lazhar, un personaggio intrappolato negli specchi e che avrà un ruolo importante per la protagonista. 

In questo primo volume l’autrice crea una bella e interessante ambientazione, il personaggio di Ayra è ben delineato e nel corso della storia più che azione e colpi di scena ci sono molte spiegazioni riguardo al mondo magico in cui ci troviamo. Essendo il primo volume di una serie,  Ester mette le basi di questa trama articolata: introduce il mondo al lettore e dà forma ai suoi personaggi. 

Una lettura piacevole e scorrevole, a colpi di magia, mistero e lotta tra luci e ombre. 

 

Sei di Corvi di Leigh Bardugo | Recensione

Sei di Corvi

Leigh Bardugo

A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c’è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare. Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo “Spettro”, una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l’ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l’uno dell’altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni…

«Nessun rimpianto» disse Jesper mentre lanciava il suo fucile a Rotty.
«Nessun funerale» mormorò in risposta il resto degli Scarti. Tra di loro, valeva come un “buona fortuna”.

Un fantasy per ragazzi originale e travolgente!

Sei di Corvi è il primo volume di una dilogia scritta da Bardugo, la quale riprende un’ambientazione  già presente nella trilogia Grisha, che ha scritto precedentemente (serie che purtroppo non è presente in italia). Anche se l’ambientazione è la stessa, Sei di Corvi ha una storia che si discosta dalla trilogia e per questo si può leggere tranquillamente.

Kaz, detto anche Manisporche, accetta un accordo con un ricco mercante di Katterdam. Il giovane ladro deve liberare, dalla fortezza la Corte di Ghiaccio, lo scienziato  Bo Yul-Bayur che ha creato una droga che altera i poteri dei Grisha, amplificandoli. Kaz non è un tipo che si tira indietro quando ci sono per mezzo i soldi e così accetta questo incarico, ma per riuscire nell’impresa si circonderà di persone speciali che lo accompagneranno in questa missione.

La storia procede alternando i punti di vista dei personaggi principali, scelta che ho apprezzato molto perché così il lettore conosce bene il fantastico gruppo di malviventi.

Prendete l’ambientazione di Peaky Blinders, abbassate l’età dei protagonista da adulti a ragazzi adolescenti, aggiungete abilità sovrannaturali, spolverate il tutto con sparatorie, combattimenti, colpi di scena, amore e originalità, ed ecco che avrete Sei di Corvi.

Kaz Brekker è un ragazzo di diciassette anni che si comporta come un adulto, dato il passato turbolento e il suo andare e venire più volte in prigione. Ama i soldi ed è disposto a tutto per loro. Ambizioso e scaltro, Kaz è un protagonista magnetico che attira il lettore e per certi versi ho trovato qualche piccola somiglianza con il protagonista di  Peaky Blinders.

I personaggi sono caratterizzati alla perfezione, ma i due che ho amato alla follia sono Nina e Matthias. La prima è una ragazza in carne, sensuale, travolgente, ironica e sarcastica. Nina è un personaggio che è ben bilanciato ed è una Grisha, ovvero una combattente che ha l’abilità di manipolare gli stati d’animo e l’organismo umano. Infatti più di una volta viene in aiuto ai nostri amici che vengono feriti durante le battaglie. Non dirò molto su Matthias per non fare spoiler, ma vi posso anticipare che è un personaggio che per tutto il libro si sente combattuto tra la rabbia e un forte sentimento che prova per Nina.

La storia ha un ritmo serrato, non mi sono mai annoiata, ogni capitolo aggiunge un tassello alla trama o alla caratterizzazione dei personaggi. L’alternanza dei punti di vista dà un ritmo intimo e incalzante alla storia. Anche se l’ambientazione di Sei di Corvi riprende quella di un’altra trilogia, non ho avuto nessun problema nella lettura. Ci sono alcuni punti che avrei preferito approfondire, come la storia dei Grisha, di questi soldati dotati di capacità sovrannaturali, ma immagino che questo aspetto venga trattato nella Trilogia Grisha.

Se avete voglia di un fantasy per ragazzi originale e con personaggi meravigliosi, vi consiglio di iniziare subito questo primo volume della dilogia!

Il Priorato dell’Albero delle Arance di Shannon | Recensione

Il priorato dell’albero delle arance

Shannon

Il romanzo fantasy dell’anno. La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c’è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys… Tra draghi, lotte per il potere e indimenticabili eroine, l’epico fantasy al femminile per il nuovo millennio.

La creatura fluttuò oltre il ponte con la grazia di un nastro di seta e si librò in cielo leggera e silenziosa come un aquilone.
Un drago.

Un epic fantasy con intrighi di corte, magia e draghi. 

Mi trovo veramente in difficoltà a dirvi di cosa tratta questo libro perché la storia è così immensa, così dettagliata e così particolare che rischierei o di fare spoiler o di essere troppo prolissa, quindi cercherò di stringere e di dire solo le cose che mi hanno colpito particolarmente.

I capitoli si alternano con due macro ambientazioni, una a Oriente e una a Occidente dove vengono trattate le varie storie, e in cui si scoprono i diversi regni.
Ci sono quattro narratori, ma vi parlerò di quelli che mi hanno più colpito.
Nella storia a Oriente il lettore conosce Tané, un’orfana seiikinese che studia per diventare un cavaliere di draghi. Un personaggio che mi ha molto incuriosito fin da subito, soprattutto per la sua tenacia nel realizzare il suo sogno. 
In Occidente abbiamo un’atmosfera, totalmente diversa dalla prima, che ricorda più le classiche corti medievali. Qui il lettore conosce Ead Duryan, che ha il compito di vegliare segretamente sulla regina Sabran, la quale non si è ancora sposata e il regno è in crisi proprio perché non ha dato alla luce ancora un erede. Il lettore scoprirà varie storie parallele che alla fine si intrecceranno in modo avvincente.

I draghi sono gli animali fantastici portanti della storia perché vengono visti in maniera diversa in base alla cultura del regno in cui ci troviamo. In alcuni regni, come in quello in cui si trova Tanè, i draghi vengono venerati, mentre su altri fronti queste bestie sono considerate il male.  Questo perché c’è la leggenda del Senza Nome, ovvero il drago più pericoloso e potente di tutti che ha creato scompiglio molti anni prima e che sembra stia per tornare. Tale leggenda è presente in ogni regno, ma in base alle credenze ci sono delle varianti.

Il world-building che crea Shannon è  particolare, dettagliato e variegato. Punto di forza sono sicuramente le ambientazioni, l’autrice crea più regni, ognuno con i propri usi e costumi, la propria storia e religione, dando una buona caratterizzazione delle varie società. Personalmente ho avuto molta difficoltà e entrare nella lettura perché Shannon introduce nello stesso momento tantissimi personaggi, spiegando le varie parentele e alcuni intrighi di corte. Non ho avuto il tempo di affezionarmi a qualcuno di loro proprio perché sono stata troppo impegnata nel cercare di ricordarmeli. Avrei preferito che i personaggi venissero introdotti man, mano nella storia, così da familiarizzare.

Il Priorato dell’Albero delle Arance è un libro che rievoca l’atmosfera del Trono di Spade, e ha tutti gli elementi essenziali che caratterizzano un Epic Fantasy con tanto di intrighi di corte. Ma qui, a differenza dei classici del genere che ricordiamo, c’è una bella presenza femminile con personaggi forti e determinati.

Si tratta di una lettura impegnativa, non solo per la moltitudine di personaggi che compaiono, ma anche per la quantità di informazioni che dà l’autrice. Personalmente ho dovuto spesso guardare la cartina, il glossario e l’elenco dei personaggi a fine libro, perché mi perdevo nelle descrizioni e nelle nozioni. Una storia sicuramente avvincente, che mi ha intrattenuto, ma che personalmente non mi ha fatto scattare l’amore, forse perché ho avuto questo rapporto con la storia un po’ complesso all’inizio. 

Il Priorato dell’Albero delle Arance è un intreccio di magia, avventura, cospirazioni, tradimenti e il “mai una gioia” è sempre dietro l’angolo. Ho apprezzato tantissimo i personaggi femminili che sono un bel mix di forza e debolezza, e ciò non fa altro che esaltarle. Ci sono dei bei messaggi femministi, si parla di amore e anche di lgbt. Insomma una storia piena di messaggi che intrattiene il lettore in questa avventura molto articolata. 

Se siete amanti delle storie con tantissimi personaggi dove ci sono draghi, magia, amore e dei bei messaggi importanti, allora Il Priorato dell’Albero delle Arance è sicuramente una lettura da fare. 

#Prodottofornitoda @OscarVault

Ferryman – Amore eterno di Claire McFall | Recensione

Ferryman – Amore eterno

 Claire McFall

Dylan ha quindici anni e quando una mattina decide di andare a trovare il padre, che non vede da molto tempo, la sua vita subisce un drastico cambiamento: il treno su cui viaggia ha un terribile incidente. Dylan sembrerebbe essere l’unica sopravvissuta tra i passeggeri e, una volta uscita, si ritrova in aperta campagna, in mezzo alle colline scozzesi. Intorno non c’è anima viva, a parte un ragazzo seduto sull’erba. L’adolescente si chiama Tristan e, con il suo fare impassibile e risoluto, convince Dylan a seguirlo lungo un cammino difficile, tra strade impervie e misteriose figure che girano loro intorno, come fossero pronte ad attaccarli da un momento all’altro. È proprio dopo essersi messi in salvo da questi strani esseri che Tristan le rivela la verità… lui è un traghettatore di anime che accompagna i defunti fino alla loro destinazione attraverso la pericolosa terra perduta.
A ogni anima spetta il suo paradiso, ma qual è quello di Dylan? L’iniziale ritrosia di Dylan e l’indifferenza di Tristan si trasformano a poco a poco in fiducia e in un’attrazione magnetica tra i due ragazzi che non sembrano più volersi dividere. Arrivati al termine del loro viaggio insieme, Dylan proverà a sovvertire le regole del suo destino e del mondo di Tristan, pur di non perderlo.

 

C’era qualcosa di insolito nel modo in cui sedeva lì, una figura solitaria in un luogo isolato. Dylan non riusciva a immaginare come vi fosse arrivato, a meno che anche lui non fosse stato sul treno.

Ferryman è il primo volume di una trilogia fantasy young adult con una storia d’amore che va oltre la morte. 

Dylan è una ragazzina di quindi anni che rimane vittima di un incidente ferroviario e, quando si risveglia, si trova da sola con un ragazzo silenzioso e introverso di nome Tristan, il quale la convincerà a seguirlo in un cammino molto difficile. Ben presto Tristan le svelerà che in realtà lei è morta e lui è il suo traghettatore di anime, che ha il compito di proteggerla dai pericoli insidiosi della terra perduta e di accompagnarla dove vanno tutte le anime.

Lo stile di scrittura di Claire McFall è semplice e la narrazione scorre che è un piacere. L’autrice accompagna il lettore nello scenario cupo e lugubre della terra perduta, in cui i demoni non aspettano altro che rubare le anime ai traghettatori per cibarsene. 

Una delle cose che ho apprezzato del romanzo è proprio l’ambientazione, che ho trovato interessante e originale per la caratterizzazione di questo universo che si trova tra il mondo dei vivi e l’Aldilà.

Dylan ha tutti gli elementi della tipica protagonista dei young adult: impacciata, vittima di bullismo a scuola e con una situazione familiare disastrosa. Ammetto di non averla amata perché a tratti l’ho trovata infantile, con poco carattere e, personalmente, non apprezzo molto questa tipologia di personaggio. Altra cosa che mi ha lasciata perplessa è l’amore che prova la protagonista per il suo traghettatore. Questo suo affetto così forte da voler arrivare anche a prendere decisioni estreme e importanti pur di stare con lui, l’ho trovato ingiustificato e poco trattato, non si percepisce il motivo della crescita di questo sentimento, ma essendo che è solo il primo volume di una trilogia mi aspetto qualche spiegazione nei prossimi volumi. 

La trama è molto lineare, non ci sono colpi di scena e il tutto si sofferma molto su quello che provano i due protagonisti. Ho apprezzato particolarmente il silenzioso e impassibile Tristan, il quale sembra proprio lui affrontare un percorso di crescita che gli permette di avere più coscienza di se stesso. Il traghettatore è una figura che affascina subito perché il suo unico obiettivo è quello di portare al sicuro le anime, ma quando incontra Dylan inizia a provare sensazioni che non avrebbe mai pensato di provare. 

Personalmente mi aspettavo qualcosa di più da questo volume, ma essendo solo il primo capitolo di una trilogia, immagino che la storia prenda più consistenza nei prossimi volumi. Nonostante questo è un libro che mi ha intrattenuto e che ho letto velocemente.

Ferryman è una lettura leggera, scorrevole, che ti porta nei meandri oscuri della terra perduta e ti fa scoprire un mondo misterioso, insieme a un traghettatore di anime risoluto e al suo amore.

 

#Prodottofornitoda @FaziEditore

La Congregazione dei Fantasmi di Will Mabbitt | Recensione

La Congregazione dei Fantasmi

Will Mabbitt

Quando Jake riceve per errore un pacco con all’interno un dito mozzato, capisce subito di essersi cacciato in un bel guaio: i terribili Ossolupi, creature misteriose e crudeli, si sono messi sulle sue tracce, guidati da un Mietitore intenzionato a spedire la sua anima nel Vuoto Eterno! Per fortuna Jake non è solo. Lo spettro del becchino Stiffkey, la giovane fantasmina Cora e la volpe fantasma Zorro lo accompagneranno in una pericolosissima missione: raggiungere la Congregazione dei Fantasmi e restituire la Dannata Cosa prima che sia troppo tardi per Jake, e per il mondo intero! 

Jake Green era decisamente vivo. Vivo al risveglio, vivo per tutta la giornata di scuola, ancora vivo adesso, mentre arrancava verso casa attraversando il piccolo villaggio di Elmbury. Essere vivo era qualcosa che dava per scontato. Perché, per quanto potesse ricordare, era sempre stato così. Jake lo trovava piuttosto facile. Bastava non morire, e per ora gli era venuto naturale. 

Un’avventura frizzante e dai toni grotteschi. 

Jake è un bambino di dodici anni che vive una situazione molto delicata perché i genitori sono separati. Il ragazzino sta con al madre, la quale lo riempie di attenzioni e premure, mentre con il padre ha un rapporto problematico. Un giorno Jake incontra un individuo dall’aspetto lugubre di nome Stiffkey, il quale gli consegna per sbaglio una scatola con all’interno un dito mozzato. Per questo errore Jake verrà perseguitato dalla Congregazione dei Fantasmi che vuole portarlo al Vuoto Eterno perché ormai conosce troppe cose del mondo dei morti. Stiffkey si scoprirà essere un fantasma e cercherà di aiutare il povero Jake a risolvere la situazione.

La Congregazione dei Fantasmi è un romanzo per ragazzi dai toni cupi che tratta della morte e degli spiriti in una chiave leggera e avventurosa, adatto soprattutto a un pubblico giovane, ma anche a persone più grandi che vogliono una lettura leggera e veloce. Lo stile di Mabbitt è fresco e frizzante come la storia. 

Jake inizia un viaggio con Stiffkey e in questo percorso il ragazzino incontrerà  nuovi personaggi che hanno un legame con il mondo dei morti e che lo aiuteranno a crescere e a comprendere le sue capacità. Più che la caratterizzazione del protagonista ho apprezzato molto lo studio e la descrizione del mondo degli spiriti e delle sue personalità. Si parla di sedute spiritiche, di Sbrogliatori che sono persone che aiutano i fantasmi a risolvere le questioni in sospeso per poi passare nell’Aldilà. 

Il romanzo non si sofferma solo sull’avventura fantastica dai toni cupi, ma affronta anche la crescita di Jake, il quale si trova ad affrontare un mondo tanto diverso, ma per certi versi simile al nostro e ciò lo aiuterà a comprendere dell’immenso affetto che prova per i genitori.

In un turbino di magia, fughe e scene divertenti si aggiunge anche Cora, un fantasma che legherà molto con il protagonista e che ho subito amato. Ci tengo a dire che il libro è anche molto curato graficamente, con illustrazioni in bianco e nero e impaginazione accattivante. 

Una storia leggera che parla di coraggio e della vita, ed è solo il primo capitolo di un’avventura che si prospetta molto interessante. 

#Prodottofornitoda @FabbriEditori

Il Dono di S. Pettersen | Review Party

Il Dono 

Siri Pettersen

Hirka si prepara ad incontrare la casa regnante di un mondo freddo e gerarchico, dominato dal disprezzo verso i deboli. Accetta suo malgrado il proprio destino, sperando in tal modo che Rime rimarrà in vita e Ymslanda sarà al sicuro. Ma la sete dei nati dalle carogne nei confronti del Dono è infinita, e Hirka deve riconoscere che la guerra che voleva fermare è inevitabile. Questa consapevolezza presto metterà alla prova tutto ciò in cui ha creduto e per cui ha lottato.

 

Il Dono era ciò che creava disuguaglianze presso quella società. Il Dono determinava il rango, e favoriva i Dreyri. Non era forse meglio che non ce l’avessero più? 

Siamo arrivati al termine di una delle saghe fantasy che più mi ha coinvolto non solo per l’originalità, ma anche per l’intreccio di trama. Trovate la video recensione sul canale youtube sia del primo volume La Figlia di Odino   (QUI)  e del secondo Il Maricume (QUI).

Anche in questa avventura abbiamo i due punti di vista alternati di Hirka e Rime. La prima si trova in un nuovo mondo, viene portata a Dreysil, la patria degli Orbi, un luogo freddo e selvaggio in cui vivono queste creature dalla  notevole resistenza e forza fisica. Hirka si trova in una nuova società in cui dovrà imparare le regole e le etichette, e incontrerà la sua famiglia, in particolar modo i genitori di Graal, ovvero i suoi nonni. 

Rime ritorna a Ymslanda, ma la situazione non è delle migliori dato che si è macchiato di omicidio e in più molti lo credono morto. A peggiorare la situazione è il Consiglio che sta cadendo sempre più in frantumi e l’imminente guerra tra i vari regni. Nonostante siano distanti e in due circostanze diverse, Hirka e Rime sono molto uniti e cercano di aiutarsi a vicenda.

Devo ammettere che ho preferito molto di più i primi due volumi, semplicemente perché ho notato un ritmo molto lento per almeno metà libro e questo l’ho riscontrata soprattutto nelle parti di Hirka.

Nonostante ciò, un personaggio mi è entrato nel cuore non solo per la sua caratterizzazione, ma soprattutto per l’evoluzione che ha nel corso della storia e sto parlando di Kolail, un Orbo che è si è macchiato di una grave colpa e che per questo viene etichettato come un “caduto”. Kolail è il tipico personaggio silenzioso, che preferisce l’azione alle parole, eppure anche i suoi silenzi li ho trovati carichi di significato in alcuni momenti.  

In questo terzo volume non mancano colpi di scena che mi hanno lasciato a bocca aperta. Siri Pettersen con uno stile scorrevole racconta in modo dettagliato della società degli Orbi, queste creature che vengono descritte in modo inquietante, ma allo stesso tempo riescono ad affascinare il lettore. Si conoscono i loro usi e costumi, e soprattutto si tratta dell’importanza del Dono. Interessante e avvincente è la vicenda passata di Graal e del suo rapporto con il fratello traditore, una storia che mi piacerebbe tanto leggere proprio in un volume a parte.

Prendendo in considerazione tutta la trilogia devo dire che il personaggio più riuscito tra Hirka e Rime è quest’ultimo, il quale da persona impeccabile e con un futuro roseo, muta comprendendo se stesso, accettando i lati oscuri che si celano nel suo cuore e non solo. Hirka è una protagonista che ho apprezzato di più nei primi due volumi per il suo coraggio e la sua  determinazione, ma anche in quest’ultimo capitolo ci riserva tante sorprese. 

La trilogia Raven Rings è una storia che riesce a coinvolgere fin dal primo capitolo, trascina il lettore in vari mondi e tra combattimenti, colpi di scena, profezie, riti, magie e intrighi, non mancano i sentimenti come l’amicizia e l’amore. 

#Prodottofornitoda @Multiplayer Edizioni 

La maledizione di Solarius di Stefania Siano

Ciao Cricche!
Finalmente il post che attendevo tanto di pubblicare 🙂
Ecco la copertina e la trama del romanzo urban fantasy, edito da Plesio Editore, La maledizione di Solarius.
Ci tengo a dire che l’immagine di copertina e le illustrazioni interne le ha realizzate mia sorella, Paola Siano.

Dall’11 fino al 21 marzo è possibile acquistare il libro in prevendita con lo sconto del 20% sul sito della casa editrice: clicca qui

In uscita il 22 marzo <3 

Trama

Dopo un grande successo editoriale, la vena creativa abbandona Carlo e l’autore inizia a trascorrere intere giornate chiuso nel suo studio, cercando di scrivere qualcosa che lo soddisfi. Le cose cambiano quando sua figlia immagina la storia di Solarius e della sua maledizione. L’ossessione di Carlo è così forte da vedere se stesso nei panni del protagonista e la sua vita finisce per dividersi tra la difficile routine quotidiana e l’esistenza del principe. Ma la realtà di Solarius, che ha come unico obiettivo conquistare la fredda e austera principessa Lunaris, avrà presto il sopravvento…

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