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Nella bocca del lupo di Morpurgo | Recensione

Nella bocca del lupo

Morpurgo

Francis e Pieter, due fratelli molto uniti eppure così diversi. Quando scoppia la seconda guerra mondiale scelgono strade opposte: Pieter si arruola nell’aviazione britannica e va a combattere, mentre Francis, convinto pacifista, fa obiezione di coscienza e si ritira nella campagna francese. Le loro idee sembrano guidarli, ma la guerra travolge tutto e Francis si ritroverà solo di fronte al nemico. Uno dei più grandi autori per ragazzi contemporanei attinge alla storia vera dei suoi zii per dar voce alla lunga e commovente lettera di un uomo che, nel giorno del suo novantesimo compleanno, ricorda il fratello scomparso settant’anni prima. Il testo è accompagnato dalle raffinate ed evocative illustrazioni di barroux.

Eri sempre stato così sicuro di te. Volevi essere un grande attore ed è ciò che eri diventato. Quanto a me, i ritrovai un giorno davanti a una classe di quaranta bambini, cercando di fare l’insegnante.

Una storia dai toni malinconici che ripercorre, attraverso i ricordi di Francis, alcuni momenti della seconda guerra mondiale.

La storia si apre con Francis che festeggia il suo novantesimo compleanno. Al termine della festa, prima di addormentarsi, l’anziano si perde nei ricordi del passato e si sofferma sulle persone che non ci sono più.

Con uno stile dolce e nostalgico, il lettore ripercorre le tappe e i legami più importanti della vita di Francis, dal rapporto con il fratello Pieter, al primo incontro con la moglie, fino ad affrontare le scelte che lo hanno portato a contatto con la guerra.

La storia è accompagnata da delle delicate illustrazioni in bianco e nero di Barroux che enfatizzano ogni ricordo del protagonista, lasciando un velo di tristezza nel lettore.

La trama ha un buon ritmo, le parole scorrono velocemente con uno stile semplice e delicato, e ciò non va a sminuire l’atrocità della guerra. Ciò che dà una marcia in più a questo libro è la presenza delle foto delle persone che vengono nominate. Questa chicca, presente alla fine del volume non solo rende la trama più concreta, ma il trasporto emotivo sale quando si focalizza che la storia è un omaggio che fa l’autore ai suoi parenti. 

Nella bocca del lupo non è solo un libro per ragazzi che racconta di come la guerra abbia condizionato la vita di Francis, ma è anche un omaggio di un nipote che decide di raccontare la storia dei suoi zii.

#Prodottofornitoda @Rizzoli

Recensione: Absence di Chiara Panzuti

Chiara Panzuti
ABSENCE
Il gioco dei quattro

Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?

La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.

Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere.

Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada.

Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.

Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono.

Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci?

Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità?


«Sai cosa penso davvero? Che le persone non hanno più voglia di accudire gli altri. Non sanno più prendersi cura di nessuno, dei figli, degli amici, dei genitori. Esistono troppi sostituti. La nostra prima famiglia adottiva piazzava Tommy davanti ai videogiochi, e lui si rimbambiva così. Ho un figlio e lo piazzo davanti a un giochino idiota, o a un telefono, o alla TV. Come una macchina da dover parcheggiare.»

Originale, avvincente e profondo.
Absence non è solo una storia avventurosa, piena di colpi di scena, di fughe e messaggi segreti da studiare, ma affronta il problema di una società che è troppo distratta dalle comodità tecnologiche, perdendo di vista l’identità dell’individuo, ed ecco che nasce il concetto dell’invisibilità.

Apparentemente la storia potrebbe risultare un qualcosa di già sentito, ma l’autrice è stata molto brava nella ricerca dell’originalità a partire dalle piccole cose fino a una struttura ben articolata e intrecciata della trama.

Chiara Panzuti si dedica a una narrazione semplice e di impatto, soffermandosi sulle descrizione delle sensazioni e delle emozioni, dando l’impressione al lettore di essere “invisibile” lui stesso, catapultandolo nel mondo ovattato e quasi claustrofobico che vivono i personaggi del libro.

Una lettura avventurosa che non mancherà di stupirvi. 

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Recensione: Rewind di Jill Cooper

Rewind (The Rewind Agency Vol. 2) di [Cooper, Jill]Titolo: Rewind
Autore: Jill Cooper
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: Fantascienza
Link acquisto: Amazon

Sinossi: Quando Lara Crane ha cambiato il passato e il corso della storia, cosa è successo al mondo che si è lasciata alle spalle? In questa novella ritroviamo i personaggi di Quindici Minuti in una realtà alternativa.
Il mondo è destinato all’abisso.
Rick ama Lara Crane più di ogni altra cosa e, quando lei prova a cambiare il passato, cerca di impedirglielo. Ma arriva troppo tardi e, mentre il mondo si sgretola intorno a lui, nessu­no crede alla sua storia sui viaggi nel tempo.
Nel frattempo il peggior incubo di John Crane diventa realtà quando sua figlia, Lara, non torna a casa dopo essere stata alla Rewind.
Costretto a rivivere il ricordo orribile della morte della moglie, John trova una chiave per un armadietto della YMCA che potrebbe svelare i segreti sull’omicidio di Miranda.
Una volta messi insieme i pezzi del puzzle, si trova in rotta di collisione con il destino. E chi è l’uomo nel mirino? Jax Montgomery.

Una novella breve, piena di adrenalina e di avventura.
Ho avuto il piacere di recensire  Quindici Minuti, il primo volume di questa serie che trascina il lettore nei viaggi del tempo, rievocando la saga cinematografica Ritorno al Futuro.
La protagonista di Quindici Minuti, Lara, si trova nel suo nuovo presente dopo essere riuscita a cambiare il passato, salvando la vita della madre. Tutto ciò che le era familiare e naturale cambia: la sua famiglia, il suo stile di vita, il suo ragazzo, ma cosa è successo nel suo vecchio presente?
Rewind parla proprio di questo, una novella in cui si alternano i punti di vista di Rick, fidanzato di Lara che è in preda all’agitazione e allo sconforto per le intenzioni della ragazza, e John, il padre amorevole che porta con sé il rimorso della vita passata con la moglie defunta.
Lara ha già cambiato il presente e i protagonisti di questa novella iniziano ad avere dei ricordi di una vita che a loro non appartiene, ma che diventano sempre più familiari.
Ho apprezzato molto i capitoli con il punto di vista di John che trovo più sentiti e maturi. Si scopre la tensione, il rimorso e la tristezza del passato con la moglie, del tradimento che ha scoperto, del loro riavvicinamento, tutti momenti e descrizioni che lo rendono un personaggio fragile, ma allo stesso tempo forte e determinato.
La scrittura è chiara e scorrevole e la lettura è resa più dinamica e avvincente per l’alternanza dei punti di vista dei due personaggi.
Una novella di poche pagine che soddisfa le curiosità del lettore sul vecchio presente di Lara, su come si è evoluto e trasformato nel presente che ha modificato.

Recensione: Il sogno di Keribe di Ilaria de Togni

Titolo: Il Sogno di Keribe
Autore: Ilaria de Togni
Editore: Gargoyle Books
Genere: Fantasy
Link acquisto: Amazon

Esiste un luogo chiamato Keribe, una dimensione onirica dove le coscienze ritrovano corporeità dopo la Prima Morte. I misteri di questo mondo sono celati da quattro confini invalicabili. Da uno di essi, l’Orlog, l’oscuro mare innavigabile, nasce Erinke. Quelli come lei, i ridestati, sono stati sterminati secoli fa e sono ormai una leggenda. Nessuno ricorda che provano emozioni umane, pur essendo qualcosa di diverso, apparentemente immutabili ed eterni. La nascita di Erinke non è passata inosservata. I Guardiani dei Confini e la Resistenza, due forze in aperto contrasto, la cercano, ma la sua scelta è di affidarsi a Nimpha, l’unica istituzione in grado di proteggerla. Sarà Ruben, incaricato di catturarla per la Resistenza, a sconvolgere i suoi piani. Fin dal primo momento sguardo, sono consapevoli che il loro destino è essere uniti. Ma la loro unione e i loro ideali porteranno Keribe sull’orlo di una spaventosa guerra tra i Mondi.

“Quando uno nasce come ridestato, ciò di cui fa più fatica a capacitarsi è se stesso. La nostra coscienza è catapultata, in un istante, dal Tutto di cui prima faceva parte, a una nuova forma fisica di cui abbiamo solo una consapevolezza intrinseca, e soprattutto paura. La vita ci appare spaventosa e squisita in ogni sapore, anche il più amaro. Voglio dire, prima eravamo ogni cosa, ora siamo soltanto noi. Le memorie di quello che eravamo prima, però non ci abbandonano mai del tutto.”

Ilaria de Togni esordisce con il mondo fantastico di Keribe, una dimensione onirica delimitata da quattro confini molto particolari e uno di questi è l’Orlog, un mare temibile e oscuro da cui emerge la nostra protagonista, Erinke, che è una ridestata.
La ragazza viene soccorsa da Cristof, un giovane uomo che vive in una fattoria, il quale la aiuta a rimettersi.
I ridestati sono esseri che possono rinascere, dopo la loro morte, nei confini di Keribe, ma non essendo accettati dalla società vengono cacciati da dei guardiani.
Dopo un periodo di permanenza nella fattoria di Cristof, Erinke è costretta a partire per non essere raggiunta dal suo aguzzino e nel corso del suo viaggio incontrerà tantissimi personaggi, alcuni di questi la vorranno come alleata, altri la vorranno uccidere secondo i loro principi politici.

Il sogno di Keribe ha tutte le caratteristiche per rientrare nel filone classico:  una terra magica, delle creature misteriose, un viaggio che promette azione e magia, ma allo stesso tempo si discosta molto dal tipico genere per la corposità della trama.
Per la scrittura dettagliata e ricercata, il Sogno di Keribe si presenta come un’opera fantastica con un contenuto maturo che si addentra nell’universo dell’inconscio.
Tanto di cappello alla scrittrice che è riuscita a creare questo mondo tanto particolare quanto complesso ed enigmatico, ma soprattutto originale.
Facilmente si può cadere nel cliché quando si lavora alla stesura di un fantasy classico, ma l’autrice è riuscita a creare un perfetto connubio tra elementi tradizionali e innovativi.
Mi sono innamorata subito di Cristof e mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa in più su di lui, mentre Erinke è un personaggio adorabile e ben caratterizzato, la perfetta protagonista per un libro fantasy di questo genere.

Il Sogno di Keribe è un romanzo dalla struttura finemente intricata come la tela di un ragno che gioca con le oscure profondità dell’inconscio.

Un inizio di saga che promette molto bene!

Recensione: The Quick. Misteri, vampiri e sale da tè di Lauren Owen

Recensioni criccose - Stefania Siano Official

the-quick-misteri-vampiri-e-sale-da-te-Recensione- Stefania SIano OfficialTitolo: The Quick. Misteri, vampiri e sale da tè
Autore: Lauren Owen 
Editore: Fazi Editore
Genere: Horror/Fantasy
Link acquisto: Amazon

Sinossi: Inghilterra, fine Ottocento. James e Charlotte sono due fratelli orfani che vivono in una dimora signorile sperduta nella campagna inglese. Una volta cresciuti le loro strade si dividono: James, timido aspirante scrittore, terminati gli studi a Oxford divide l’appartamento in affitto a Londra con un affascinante giovane aristocratico. Grazie alle conoscenze del ragazzo, viene introdotto nei salotti dell’alta società e trova l’amore dove non se lo sarebbe mai aspettato. Poi, improvvisamente, scompare senza lasciare traccia. Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s’immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l’esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l’AEgolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d’Inghilterra, cupo circolo d’élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell’altro.

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Con l’ambientazione ottocentesca inglese, Owen delinea un classico scenario vittoriano che catapulta il lettore in un’atmosfera magnetica e dalle sfumature gotiche.
Conosciamo subito i fratelli Charlotte e James, i quali non hanno una bella infanzia perché rimangono presto orfani. Una volta diventati adulti decidono di prendere strade diverse: Charlotte rimane nello Yorkshire per diventare una brava donna vittoriana, mentre il fratello decide di andare a Londra per diventare uno scrittore. Una volta giunto nella città londinese, James divide l’appartamento con l’aristocratico e scapestrato Christopher, il quale lo introduce nei salotti dell’alta società. Le cose si complicano quando i due ragazzi vengono attaccati da uno sconosciuto e James sparisce con l’aggressore.

Ma poi, lentamente, James notò un dettaglio nuovo. Ricordava di aver sentito la puzza di un topo morto sotto al solaio, da bambino: adesso sentiva lo stesso odore giù in strada. Era la gente. Quel fetore lo ridusse sul punto di vomitare ancora. Tutte quelle persone che camminavano su e giù, e parlavano tra loro, e lui sentiva, vedeva, i loro pensieri e la tacita avversione che provavano, tutti, l’uno per l’altro.
«Uno spettacolo sconcertante così da vicino, non è vero?», esclamò Bier.
Un uomo e una donna, per strada: desiderio, paura, vanità, ipocrisia, odio, in una piccola danza di quattro o cinque passi. Lupi, erano tutti lupi, dal primo all’ultimo, malgrado le maschere che indossavano per nascondere che stavano meditando di divorarsi.

La storia parte con la semplice ambientazione vittoriana e conosciamo il piccolo e sensibile James e la forte e determinata sorella Charlotte, la quale gli insegna a scrivere e leggere.
Da quando James si trasferisce a Londra, frequentando i salotti dell’alta società, il lettore può percepire già un’atmosfera diversa, più noir, cupa e grottesca che man mano si intensifica sempre di più, fin quando si entra nel vivo della storia, ovvero dal momento dell’aggressione.
Il vampiro che racconta Owen è una via di mezzo tra il vampiro classico e una versione moderna, non tratta di questa figura oscura dal punto di vista erotico, ma ha un’ambizione molto più alta. Parliamo di esseri che si elevano alla società degli Animati (termine usato per indicare i vivi) e che disprezzano il loro modo di agire e di pensare.
Durante la lettura ho trovato una grande ricercatezza nel rendere la storia il più originale possibile e questo l’ho notato non solo nella struttura della trama che è ben articolata, ma anche nelle piccole cose, come nel definire i vampiri gli “Spenti”.
I personaggi che ho più apprezzato sono Christopher che con il suo atteggiamento irriverente e provocatorio mi ha subito conquistata, e Charlotte, la quale mantiene un forte carattere per tutta la storia, nonostante le avversità e l’incontro ravvicinato con le creature della notte.

Ho apprezzato tantissimo la particolarità della scrittura.
Owen usa abilmente uno stile inglese e delicato, non si dedica a descrizioni minuziose sia per le ambientazioni e sia per le sensazioni e le emozioni che provano i personaggi e ciò conferisce all’opera una certa raffinatezza.
La lettura ha un buon ritmo grazie all’alternanza di pagine di diario e narrazione degli avvenimenti, permettendo al lettore di conoscere bene i personaggi. 
Una storia moderna per gli amanti delle ambientazioni cupe e delle creature della notte che sono al livello del Dracula di Stoker. 

4 stelle

Recensione: Infelici e Scontenti di Alice Chimera

Recensioni criccose - Stefania Siano Official

Libri di Maggio 2016 -Infelici e scontenti Autore: Alice ChimeraTitolo: Infelici e scontenti
Autore: Alice Chimera
Editore: Les Flaneurs Edizioni
Genere: Fantasy
Link acquisto: Amazon

Sinossi: Nell’immaginario collettivo le fiabe possono finire solo con il classico “e vissero felici e contenti”. Eppure, chi non si è mai chiesto cosa è successo dopo? Che cosa accadde a Belle dopo la rottura dell’incantesimo? Jasmine, che ha sempre sognato di scappare da palazzo, è felice della sua vita? I racconti si aprono sul finale disneyano che conosciamo tutti e proseguono con la narrazione di fatti tenuti nascosti: l’eroina diviene fautrice della propria infelicità. Cenerentola si ritrova sposata con un principe che la considera un giocattolo sessuale, Ariel scopre che non è diventata davvero umana e che le manca la possibilità di procreare, Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritrova a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia… Agli occhi delle protagoniste, una scelta: assecondare la sfortuna e stringere i denti oppure sfidarla e soccombere.

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“… ho pensato che oltre al finale in cui Alice torna a casa a bere il tè o al matrimonio da sogno di Cenerentola, forse dovesse esserci dell’altro, ed ero più che sicura che la Disney non avesse voluto mostrarcelo. Una vita infelice, reale, che però non avrebbe fatto audience come quella che invece siamo sempre abituati a sognare, grande fonte d’ispirazione per pubblicità di noti marchi di biscotti e pasta.”

Ecco cosa ci racconta nella premessa l’autrice.
Con la copertina inquietante e con una sinossi intrigante come non leggere questo volume?

Sono un’amante delle storie Disney e adoro anche le rivisitazioni delle favole, quindi non potevo non leggere il libro di Alice Chimera. Immagino che tutti noi conosciamo le tante vignette e immagini, in giro per il web, che rappresentano il triste lieto fine delle principesse, ma leggere le storie in questa chiave di lettura ha tutto un altro sapore.

Coloro che ascoltano le favole e sperano che siano realtà, ignorando che la parola “fine” è sempre scritta troppo presto, tra la gioia di un’impresa superata e i baci di nuovi amori sbocciati; io vi dico che, per tutte le fiabe, la vera fine è molto lontana da quella da voi letta. 

Parliamo di storie che attingono alle favole e che sono tanto tristi e ingiuste quanto, spesso, reali perchè è questa la visione che conferisce l’autrice al suo libro: una vetrina “realistica” che smonta il lieto fine che tutti conosciamo.
Sette racconti che vedono come protagoniste Biancaneve, Ariel, Belle, Cenerentola, Jasmine, Aurora e Alice.
La Bella e La Bestia è tra i classici della Disney che più adoro e indovinate? E’ anche il mio racconto preferito della raccolta di Alice Chimera perchè inaspettato e originale.
Vi immaginate Adam, ovvero la Bestia, trattare male Belle perchè ha conservato il suo lato “animale”?
Ebbene, no!
La scrittrice con la sua fantasia è riuscita a “smontare” tutte le versioni, sotto forma di immagini o di racconto, di questa favola, dando alla storia una marcia in più dove la parola d’ordine è “originalità”. 

In questa storia troverete brividi, una punta di horror e un finale inaspettato.
Lo stile di scrittura è semplice e accurato, va dritto al punto non perdendosi in troppe descrizioni, dando ampio campo d’azione alle principesse infelici.
Se amate le rivisitazioni e siete pronti a conoscere il finale della storia delle nostre eroine Disney, allora tuffatevi in questa lettura e scoprirete l’ottimo esordio dell’autrice.

4 stelle

Recensione: Gli Eredi di Atlas #1 di Veronika Santiago

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Titolo: Gli Eredi di Atlas (La Guerra degli Elementi – Vol. 1) Autore: Veronika SantiagoTitolo: Gli Eredi di Atlas (La Guerra degli Elementi – Vol. 1)
Autore: Veronika Santiago
Editore: Youcanprint
Genere: Fantasy / Urbanfantasy
Prezzo ebook: € 1,99
Prezzo cartaceo: € 16,90
Link di acquisto: Amazon // Kobo // Ibs // Mondadori //Youcanprint

Sinossi: Scozia. Promesse di successo, di lavoro e di risposte, aiuto per una fuga: così uno sconosciuto convince un’aspirante cantante, un marinaio, una studentessa e un rampollo ricoverato in una clinica psichiatrica, a seguirlo su un’isola che è ovunque e in nessun luogo: OgniDove. Là Aisha, Dean, Aurora e Duncan scopriranno il vero motivo per il quale sono stati condotti con l’inganno ai margini del mondo: la storia è incompleta. I dieci Reggenti dell’antica Atlas, all’apice della grandezza, si sono dati battaglia fino all’annientamento ma il loro potere sugli elementi non è andato perduto. Non sarà facile accettare di essere Eredi di un così gravoso fardello: tra dubbi e insicurezze, aiutati dagli abitanti di OgniDove, discendenti dei superstiti di Atlas, i ragazzi cominceranno l’addestramento per risvegliare le loro facoltà. Ma gli elementi sono cinque: dove si trova l’Erede dell’Etere? E quali sono i piani degli Altri Eredi? Inizierà così una lotta contro il tempo alla ricerca dell’Etere.
Se scoprissi che la storia del mondo non è solo quella che ti hanno raccontato?
E se quel passato non fosse relegato tra le pieghe del tempo
e si insinuasse nel presente minacciandolo?
E se di quella antica realtà tu scoprissi di farne parte,
a cosa saresti disposto a rinunciare per diventare chi sei destinato a essere?

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I protagonisti della storia sono Duncan, Dean, Aisha e Aurora, dei semplici ragazzi molto diversi tra loro con un filo conduttore che li unisce: ognuno di loro custodisce un potere assopito, il quale li lega agli elementi della natura. 
Storia intrigante e magica, dove la parola chiave è “fantasy”.

La ruota della storia è giunta alla fine del giro: è l’inizio di un nuovo ciclo e noi dobbiamo dimostrare di essere all’altezza del compito che ci è stato affidato. Devo parlarne al Consiglio. Se non ci prepariamo all’inevitabile, sarà l’inizio della fine e si apriranno davanti a noi le porte del nulla… 

Ho apprezzato molto che i protagonisti non siano i soliti adolescenti, parliamo di persone più adulte che hanno reso ancor più intrigante la storia per il loro passato. La trama si basa sull’eterna lotta tra il bene e il male, e l’autrice marca ancora di più questo gioco di opposti ed equilibri con la caratterizzazione dei personaggi. 
Conosciamo due ragazzi e due ragazze con caratteri diversi, in base al quale sono associati a un elemento della natura:
Duncan è sicuramente il mio preferito, il bello ed enigmatico del gruppo. E’ impulsivo, forte, coraggioso, dinamico e per questo ha il potere del Fuoco. 
Dean è molto diverso dal primo, estremamente tranquillo, insicuro di se stesso e viene associato all’elemento dell’Acqua.
Aisha è la giovane irruenta e passionale, per certi versi l’ho trovata un po’ simile a Duncan e lei ha il potere della Terra. 
In ultimo, ma non meno importante, c’è Aurora, una ragazza insicura e delicata che ha il potere dell’Aria. 
Ciò conferisce una marcata caratterizzazione dei personaggi, dando loro una netta e spiccata personalità. 
Lo stile di scrittura è fluido e ben articolato, la scrittrice si diletta in accurate descrizioni delle ambientazioni, in particolar modo quando scrive di OgniDove, un posto speciale e magico dove vivono gli spiriti della natura, un luogo che mi ha fatta sentire come nelle terre di Avalon della Zimmer.
Nonostante sia il primo volume di una serie, Gli Eredi di Atlas ha saputo conquistarmi dalle prime pagine, coinvolgendomi nella trama e nelle avventure degli Eredi. 

4 stelle