Doveva essere una pedina.
È diventata il suo punto debole.
E l’errore che nessuno poteva permettersi.
Un romantasy enemies to lovers, feroce e sensuale, tra clan di lupi, terre selvagge e una passione che potrebbe scatenare una guerra.
La principessa Aurora non è destinata all’amore.
Abituata a essere una pedina nelle mani del potere, la sua vita cambia per sempre la notte in cui decide di risparmiare un giovane Lupo prigioniero, attirando l’attenzione di un alfa che la rapisce per usarla come merce di scambio nella feroce guerra tra umani e Lupi. Callum la porta al castello del Re Lupo, nelle terre selvagge a nord del confine, dove clan di Lupi storicamente nemici stanno iniziando a far fronte comune. Ma più i due trascorrono del tempo insieme, e più l’alfa dagli occhi profondi e dal corpo scolpito dalla guerra si rivela un protettore leale e dal cuore indomito. In breve tempo, l’adrenalina della battaglia non è niente in confronto alla tensione che divampa tra loro. Ma il castello del Re Lupo è un nido di vipere, e l’attrazione è un lusso che nessuno può permettersi. Mentre lotta per la propria indipendenza, sempre in guardia sia dai suoi nemici sia da chi pare voglia offrirle aiuto, Aurora riscopre la sua forza e il suo potere più selvaggio. Perché per vincere la guerra servono coraggio, passione… e l’audacia di infrangere ogni regola.
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Prendete alcuni elementi di Acotar, le ambientazioni di Outlander, aggiungete la figura dei licantropi e una principessa che si sente imprigionata nelle costrizioni dell’essere donna in un’epoca antica, concludete con una manciata di romanticismo e intrighi di corte, ed ecco che avrete The Wolf King.
Avevo bisogno di una lettura leggera che mi intrattenesse, così ho iniziato questo libro senza troppe pretese e, invece, pagina dopo pagina l’ho divorato.
Non si tratta del libro del secolo: ci sono alcuni punti che non mi hanno convinta, ma se cercate un fantasy di intrattenimento e, soprattutto, se cercate degli echi della serie Acotar della Maas, allora è la lettura che fa per voi.
La storia è molto semplice: non c’è un worldbuilding complesso. Il lettore entra subito nella narrazione fin dalle prime pagine, con l’incontro di Aurora, una principessa cresciuta per essere la moglie perfetta di un nobile: silenziosa, umile e devota. Eppure Aurora si sente soffocare dalle costrizioni sociali, senza contare che non stima il suo futuro sposo. Il suo cammino incrocia quello di Callum, un alfa, un licantropo possente e dallo sguardo intimidatorio che però, quando è con Aurora, mostra anche un lato più timido e “normale”
Il secondo licantropo è Blake: un alfa, un guaritore, una figura oscura e subdola, che non espone mai chiaramente le proprie idee e le cui azioni fanno tutte parte di un piano ben delineato nella sua mente.
Le ambientazioni mi hanno ricordato quelle di Outlander, mentre ho ritrovato echi di Acotar non solo nei personaggi di Callum e Blake — che rimandano a Tamlin e Rhysand — ma anche in alcune scene incentrate su Aurora.
Nonostante questi richiami siano evidenti, l’autrice ha fatto un buon lavoro nel caratterizzare i due personaggi maschili. Aurora, invece, è quella che mi ha convinta meno, non sono riuscita a entrare in connessione.
La storia si legge tutta d’un fiato, tra momenti intensi tra Callum e Aurora, gli intrighi di corte degli umani e dei licantropi e la figura ambigua e costante di Blake.
Essendo il primo volume di una trilogia, alcune risposte non vengono date: c’è molta carne al fuoco e spero di trovarne sviluppo nei seguiti.
Una lettura scorrevole e di intrattenimento, che consiglio soprattutto se avete bisogno di una storia che vi aiuti a staccare la spina. 🙂
