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BlogTour – La Legge dei Lupi Nobili di Pierpaolo Mandetta

BlogTour – La Legge dei Lupi Nobili di Pierpaolo Mandetta

 

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la leTitolo: La Legge dei Lupi Nobili 
Autore: Pierpaolo Mandetta
Editore: Youcanprint (self)
Genere: Urban Fantasy
Link acquisto: Amazon

Sinossi: Michael Q. ha 18 anni e lo vogliono morto. Il motivo è la chiave che porta al collo, in grado di esaudire ogni suo desiderio. Una dea, la Gentile Signora, gliel’ha donata prima di sparire nel nulla. A Michael è affidato il compito di conservare le speranze degli esseri umani, ma qualcosa va storto: il giovane è cresciuto cinico, senza l’amore dei genitori o l’affetto di un amico. Nei notiziari alla Tv non vede che violenza e non riconosce nessuno come suo simile. La sua fede nella civiltà vacilla, e una voce nei suoi incubi, determinata a confonderlo, complica le cose. A dare la caccia a Michael sono i Lupi Nobili, incarnazioni dei peggiori sentimenti dell’uomo. Demoni che attraverso l’economia, l’informazione e la medicina aiutano i governi a impadronirsi di una società sempre più decadente. Ora che la Gentile Signora è fuori gioco, il mondo è a un passo dall’essere sottomesso e l’unico che può ostacolare i Lupi Nobili è Michael. Per farlo, il giovane dovrà rinunciare alla sua adolescenza ed entrare nel mondo feroce degli adulti, delle loro follie, delle bugie e della solitudine. Per scoprire cosa li rende tutti simili, perché hanno smesso di sperare e decidere quale sogno può salvarli.


 

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Con questa tappa ho il piacere di presentare Pierpaolo Mandetta e con l’intervista scoprirete qualcosa in più sul suo mondo e sul romanzo “La legge dei Lupi Nobili”. Chi è Pierpaolo? Pierpaolo è un ragazzo che scopre l’amore per la scrittura a 21 anni e per questo decide di iscriversi alla Scuola Holden di Torino.

La domanda che sorge spontanea è: come è nata questa passione?

Nonostante abbia sempre avuto la passione per le storie, quella per la scrittura è nata piuttosto in ritardo. La scintilla è stata la solitudine forzata, perché mentre tutti avevano la fidanzatina a scuola e uscivano per una pizza di sera, io facevo i conti con la mia omosessualità in un paesello del Sud. Ho dovuto nascondermi dagli amici, da un padre severo, dagli occhi della strada che non sopportavo addosso. Mi sono chiuso in camera e l’unico modo per vivere una vita migliore è stata scriverne una nuova, che non fosse mia. Di lì in poi è stata una droga. Anche quando le cose sono migliorate e ho viaggiato, trovato l’amore e lavorato, non riuscivo più a placare la fame di avventure.

Una volta varcata la soglia della prestigiosa scuola per scrittori, quali sono state le tue prime impressioni?

La Holden è stata un’esperienza molto formativa, ma certamente meno di quanto ci si aspetta. Sedioline delle elementari, ambiente troppo silenzioso e colleghi annoiati che non avevamo mai scritto due righe e non vedevano l’ora di andare a cena. Ho avuto un insegnante meraviglioso, però, che mi ha dato molti strumenti per affinare la mia penna.

Hai pubblicato altri libri come Vagamente suscettibili e Un cuore satellite, ma La legge dei Lupi Nobili è il primo lavoro urban fantasy. Come ti sei avvicinato a questo genere?

Per quanto riguarda La legge dei Lupi Nobili, è stato un processo di epurazione lungo. Volevo affrontare dei temi a me cari, ma non ero ancora maturo per farlo. Così lo scrissi prima a 21 anni, poi a 25 e infine l’anno scorso, a 28. Manco un parto da pachiderma, insomma. Mi sono avvicinato al genere perché mi affascina quella linea sottile e onirica su cui vivono tante persone: quella tra la realtà quotidiana, cruda e pratica, e la malinconia privata, che ti rende più acuto e ti permette di “sentire” meglio. Le emozioni altrui e anche quelle della natura.

Come descrivi il tuo rapporto con la letteratura fantastica?

Non è un genere che prediligo. Oggi sono uno scrittore prettamente ironico, da commedia romantica, e il fantasy moderno è troppo monotono, per me. Questi continui mondi distrutti, continui triangoli amorosi, che palle. Il terzo volume di Hunger Games non l’ho manco terminato, non ne potevo più. Non c’è l’avventura, la sana e inebriante avventura. Sembra che ormai la salvezza del mondo debba passare attraverso un fidanzamento struggente sotto le bombe.

Associando il genere “urban fantasy” al titolo “La legge dei Lupi Nobili” un lettore potrebbe pensare alla tipica storia sui licantropi, ma dalla sinossi si evince che il romanzo va ben oltre questa classica visione. Parliamo di un’opera fantastica che fonda le radici nella realtà di tutti i giorni. Il protagonista ha il compito di conservare e proteggere la speranza umana e i suoi antagonisti sono i Lupi Nobili, personificazioni dei peggiori sentimenti umani. Qual è la genesi di questo lavoro?

Vivere in un paesello del Sud ti lega inevitabilmente a un sacco di abitudini sociali malsane. Politica marcia e senza scrupoli, ambiente inquinato e abbandonato, scempi urbani, violenza giovanile, commercio di droga dietro il bancone di un innocuo negozio. Ma soprattutto l’idea di sopravvivenza, quel “fottere il prossimo” per arrivare primi. È da tutto questo che sono partito per il mio romanzo. Da un mondo che parla tanto di amore, ma poi si sbrana, e sbrana i suoi figli. Un mondo di guerra, terre radioattive, mari avvelenati, bulli a scuola, giustizia di parte, omofobia, razzismo, disoccupazione soffocante, adulti arrivisti, in cui chi ha ancora un sogno tra le mani deve difendere la sua innocenza.

Parliamo del degrado della società, delle conseguenze infelici portate dalla modernità, ma altro punto chiave della storia sono i sogni. Per Michael, il protagonista della storia, quanto è importante sognare?

Per Michael, sognare vuol dire credere che le cose così come stanno possono cambiare. I sogni sono delle realtà alternative che conserviamo nel cuore, riusciamo a disegnarle con la mente e a colorarle. Se i sogni vengono distrutti, il nostro piccolo mondo perde la possibilità di mutare. Perciò, se l’intera società non è più in grado di sognare, i cambiamenti positivi spariranno.

Per rappresentare la negatività umana hai usato la figura del lupo, come mai proprio questo animale?

Perché è un mio omaggio a Gmork, il lupo servo del Nulla ne La storia infinita. Qui, invece, sono i Lupi Nobili stessi a essere portatori di negatività e decadimento. Sono silenziosi, vanno a caccia per le città e azzannano le speranze.

Il tuo stile prende ispirazione da qualche scrittore che ammiri?

Devo dire che no, il mio stile è molto cinematografico e poco letterario. Affronto l’urban fantasy più come un fumetto, ecco.

A chi consiglieresti questa lettura?

A tutti, perché siamo tutti, indistintamente, parte di un sistema sociale che ci schiaccia e affossa l’emotività. Viviamo tutti nell’eterna lotta del più forte. Coi genitori sulle scelte, col capo stronzo sul lavoro, tra colleghi che pugnalano alle spalle, davanti alla Tv che ci convince sui modelli di bellezza, al ristorante per un tavolo buono. Chiunque sia stufo e pensa che la bontà sia ancora una virtù sacra potrebbe leggere questo romanzo. E un piccolo avviso: non lasciatevi ingannare dalla stesura atipica e dai classici canoni fantasy che qui mancano. C’è tanto amore, ma va scovato.

Sarà pure una domanda clichè, ma è doveroso farla: quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuare a lavorare sodo sulla pagina Facebook “Vagamente suscettibili”, a coccolare i miei tanti fan, e rimboccarmi le maniche perché per settembre voglio pubblicare una nuova commedia. E non dimentichiamoci l’orto sul balcone, che pure è una bella grana!

E’ possibile partecipare al giveaway fino al giorno 9 marzo. Per maggior informazioni su come vincere la copia cartacea o l’ebook del libro Clicca qui 🙂

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Stefania Siano

3 pensieri su “BlogTour – La Legge dei Lupi Nobili di Pierpaolo Mandetta

Luigi DinardoPubblicato in data12:16 am - Mar 8, 2016

Bellissima intervista, anche se seguendo la pagina di Mandetta su Fb, alcune cose le sapevo già 😉

Name *SimonePubblicato in data5:08 pm - Mar 5, 2016

Bellissima intervista 🙂 Poi Pierpaolo è fantastico!

salvatore illianoPubblicato in data10:41 am - Mar 5, 2016

Bellissima intervista. mi fa molto piacere aver letto cosa ne pensa lui sul suo libro, e credo che ci sia molto da imparare.

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