Il vero amore è più sacro di qualsiasi spietata divinità.
Nata nell’oscurità sotterranea, Matilda è la divinità più giovane del suo clan. Trascorre un’infanzia solitaria, preparandosi a esercitare l’umile magia di messaggera, e impara presto a comprendere le dinamiche spietate ed egoiste che regolano le gerarchie divine, sia sottoterra che nel regno celestiale, dove risiede il padre che non ha mai conosciuto. Matilda consegna parole e lettere attraverso i vari regni, ma nasconde un segreto che non può rivelare neanche ai suoi più fidati alleati. E a complicare le cose, c’è un ragazzo mortale che la sogna sebbene non l’abbia mai incontrata nel mondo reale.
Nel frattempo, nella notte più buia della sua vita, Vincent di Beckett chiede aiuto a Matilda in nome dell’amicizia che li lega nel mondo dei sogni, ma quando non riceve risposta decide di dimenticarla per sempre… finché un giorno, dieci anni dopo, la giovane messaggera appare nella sua camera da letto per consegnargli una lettera.
Il destino ha voluto che Matilda e Vincent si incontrassero al di là di ogni sogno. Matilda potrebbe avere la possibilità di riscrivere le leggi sanguinose degli dèi, ma pagando un caro prezzo. Dovrà affrontare la sua più grande paura: accettare di essere vulnerabile e permettersi finalmente di essere amata.
«Eravamo condannati. Entrambi. Un giorno, io sarei morto e lei avrebbe continuato a vivere, eterna come le stelle».
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Adoro la penna di Rebecca Ross, le sue ambientazioni oniriche e delicate, come sviluppa le relazioni tra i personaggi, ma devo ammettere che questo volume mi ha un po’ delusa.
Feroce Devozione si presenta come il prequel di Divini Rivali, e anche se nella quarta di copertina si parla di Matilda, la messaggera delle divinità, e della sua relazione con l’umano Vincent, mi aspettavo che in questo libro si parlasse molto di più della guerra e soprattutto di Enva e di Dacre.
Avrei voluto leggere il punto di vista di Enva, di come è entrata attivamente nella corte del sottoterra, mi sarebbe piaciuto approfondire l’ossessione di Dacre e di questa relazione forzata che poi ha portato a una serie di eventi nefasti già accennati in Divini Rivali.
Con Feroce Devozione il lettore si affaccia sul mondo di queste divinità egoiste e tutto è visto dal punto di vista di Matilda. Tutta la storia si incentra sul suo essere, sulla sua crescita, sulla sua identità, sulla sua scoperta delle emozioni che prova per lo sfortunato e umano Vincent. Sarà che ero affamata di sapere altro e forse per questo non mi sono goduta per bene questa lettura che mi ha lasciata un po’ insoddisfatta.
Punto a favore come sempre è lo stile di scrittura poetico e scorrevole, le ambientazioni ben delineate e incantate, e soprattutto la presenta di un personaggio: il dio della guerra Bade. Ho adorato la sua caratterizzazione fin dalle prime righe, il suo essere burbero, schietto, grezzo, la sua evoluzione quando si avvicina di più alla sfera umana con un personaggio in particolare, e mi sono anche commossa per il rapporto paterno che instaura con Matilda, ecco, questo elemento per me salva l’intero libro.
Matilda si presenta come un personaggio forte, fiero, sa bene che deve mettere da parte i sentimenti se vuole sopravvivere tra le divinità perché chi soccombe all’amore è perduto. Il suo essere messaggera le permette anche di viaggiare tra i due mondi divini e quello mortale, e ha anche una parte attiva nella guerra tra gli umani. Il suo rapporto con Vincent è dolce e romantico, una storia quasi da fiaba, ma personalmente mi ha attirato molto di più la storia tra Bade e un personaggio nel libro.
Nel complesso, dopo aver capito che l’autrice non avrebbe soddisfatto le mie curiosità su Enva, ho cercato di liberare la mente e di godermi la lettura che è stata comunque piacevole.
