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Intervista ad Antonia Romagnoli

Intervista ad Antonia Romagnoli

Presentati.
Ciao Stefania e ciao a te che stai leggendo! Che cosa posso raccontarvi su di me? Credo che la cosa che mi rappresenta di più sia la mia dimensione di moglie e mamma, soprattutto da quando ai due figli avviati verso l’adolescenza si è aggiunto un terzo bimbo, ora di quasi due anni. La mia vita è tutta qui, in casa a tamponare i danni della mia piccola peste, al computer divisa fra le mie storie e i siti che gestisco come webmaster. Una specie di casalinga disperata ma non troppo, che sogna di fate e maghi appena può.
Come è nata la passione per la scrittura?
È nata subito, è stato un amore a prima vista quello fra me e la penna (non so quanto ricambiato). Soprattutto, ho sempre amato leggere, in particolare la narrativa che mi permettesse di sognare e di volare via con l’immaginazione. Fin da ragazzina ho scritto racconti, poesie e riflessioni: faceva parte del mio modo di essere.
Poi “da grande” ho abbandonato la poesia e, per un lungo periodo, anche la scrittura, fino a che la mia storia non mi ha costretta ad andare alla ricerca di me stessa e l’unico modo che mi era congeniale era farlo… scrivendo.
Qual è il tuo stile?
Dal punto di vista tecnico, prediligo gestire diversi punti di vista con la terza persona, con grande spazio ai dialoghi e descrizioni funzionali.
Dal punto di vista dello stile narrativo amo molto l’ironia. Non per niente uno dei personaggi della saga meglio riusciti è il mago Dert, un arzillo vecchietto che irrompe nei momenti drammatici e smorza i toni con le sue uscite inopportune.
Il genere letterario che preferisci di più?
Dipende dal momento e dallo stato d’animo. Leggo classici, romance storici, fantasy, fantascienza.
Quale genere letterario non ti piace?
L’erotico, è fuori dalle mie corde.
Come nascono le tue storie?
Credo che nascano dalla realtà che mi circonda. Anche se finisco sempre col narrare in forma fantastica o come fiaba, mi ispiro a quello che vivo. Spesso sono le storie che mi racconto da sola per superare gli stati d’ansia, quando mi assalgono. Per questo finisco sempre con venare le mie storie di ironia. Per sdrammatizzare la vita.
In genere ti immedesimi nei tuoi personaggi?
Sì. In alcuni più che in altri… in Slupp due personaggi sono rispettivamente l’autrice e l’alter ego dell’autrice. Ma qui rasentiamo la follia, lo ammetto!!!
Ester, la protagonista della saga fantasy, contiene un concentrato dei miei lati peggiori e delle mie insicurezze. Qualcuno l’ha definita un’antieroina, e in parte la è: mi è servita per esorcizzare aspetti della mia vita che mi schiacciavano.
Come è nata la tua ultima opera?
L’ultimo romanzo che ho portato a termine è Aerys, il quarto episodio della saga fantasy. Si tratta di un prequel che ha per protagonista la Fanciulla delle Terre, citata più volte nei romanzi precedenti. La storia è nata per un senso di chiusura con la saga. In essa ho voluto raccontare ciò che nella trilogia viene solo sfiorato, rendendo vivi quei personaggi citati tante volte, ma appartenenti a un passato lontano.
Stai lavorando a qualche altro libro?
Ora sto scrivendo un romanzo rosa, storico, con fantasma: mette insieme alcune delle mie passioni, il racconto regency e la ghost story classica. Chissà come ne esco!
Il tuo sogno?
Il sogno è lo stesso di sempre: scrivere qualcosa che valga la pena d’essere letto e trovare qualcuno che lo apprezzi. Mi piacerebbe avere di nuovo lettori che amino le mie storie, ma mi accorgo che con la promozione sono una frana. Sono sempre stata una creatura che vive nell’ombra, dotata di una naturale invisibilità… difficile e faticoso, per una come me, adattarsi ai modelli vincenti di oggi, ma spero che almeno un pochino il sogno si avveri.

Su Twitter: @antoniaromagnol; https://twitter.com/antoniaromagnol 

Stefania Siano

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