Auren è la favorita di re Mida, l’uomo dal tocco d’oro, che la tiene in una gabbia dorata, simbolo del suo potere.
Questa «gabbia» copre l’intero piano superiore del castello, con gabbie integrate in ogni stanza e passerelle sbarrate collegate tra loro, in modo che Auren possa girare liberamente per il castello. La prigioniera si sente protetta e al sicuro nella sua gabbia. Ma da cosa?
Ha avuto una vita molto dura, ha vissuto per strada fino a quando Mida non l’ha salvata. Auren lo conosce da prima che diventasse re, il che spiega molto sul loro rapporto. Ma la sua vita, le sue sicurezze, stanno per cambiare brutalmente…
________________________________________________________________________
Se il primo volume della serie, La Prigioniera d’Oro, l’ho divorato in tre giorni, questo l’ho terminato in quattro. La storia riprende esattamente da dove si era concluso il libro precedente.
Ne La Preda Scintillante, Auren inizia finalmente a mettere in discussione il rapporto tossico che la lega a Mida, grazie agli interventi del comandante Rip. In questo volume l’autrice introduce nuovi personaggi appartenenti al Quarto Regno, approfondisce alcuni degli aspetti più crudeli del passato di Auren e aggiunge ulteriori rivelazioni, alcune delle quali risultano intuibili dopo il colpo di scena del primo libro.
Auren continua a essere una protagonista che apprezzo molto per la coerenza con cui viene caratterizzata. Non è semplice rappresentare una donna intrappolata in un sentimento profondo verso una persona idealizzata e accompagnarla in un percorso di consapevolezza. Man mano che procede nella sua introspezione, Auren si spezza pezzo dopo pezzo; una rottura dolorosa, ma necessaria per permetterle di rinascere.
Rip è una figura silenziosa, austera e diretta. Fin dai primi momenti emerge un legame particolare con Auren, da cosa nasca questo è ancora presto per dirlo, anche se qualche teoria me la sono già fatta.
I personaggi secondari completano perfettamente il quadro emotivo della protagonista e contribuiscono a rendere più sfaccettato il racconto.
A livello di trama non accade moltissimo, perché gran parte del volume è incentrata sul risveglio di Auren. La vediamo avvicinarsi alle Selle Reali e stringere un’inaspettata alleanza con Rissa, che sogna una vita diversa e una maggiore libertà.
Un plauso particolare va ai capitoli dedicati a Malina. La regina, ormai stanca del comportamento di Mida, sta finalmente trovando il coraggio di alzare la testa e riprendere il controllo del Sesto Regno.
Se dovessi riassumere questo libro con una sola parola, sceglierei “risveglio”.
Il risveglio di Auren, che prende coscienza della propria condizione.
Il risveglio di Malina, determinata a riprendersi ciò che le appartiene.
Il risveglio di Rissa, che inizia a intravedere un futuro diverso.
In una storia in cui il potere è saldamente nelle mani degli uomini, questo volume dà l’impressione che le protagoniste femminili stiano finalmente preparando la propria rivincita.

Copyright @ 2014 - WALL STREET Progettato da Webriti. Copyright Illustrazioni @Paola Siano.