Dennis May è morto. Per il mondo è una notizia tra le tante, per S. è il finale sbagliato della propria storia. Dennis è stato l’oggetto della sua devozione e l’artefice della sua umiliazione, la possibilità di immaginare un’altra vita e l’infinito autoinganno. Se oggi S. fa la cameriera e disprezza quasi tutto è a lui che lo deve. O forse è solo un alibi. Con una voce magnetica, tenera e spiazzante, Veronica Raimo racconta lo scandalo del desiderio che si annida nel trauma, il ridicolo che si accompagna alla tragedia, il dubbio che a definire la nostra storia – più ancora di quanto è accaduto – sia quello che, nell’ottundimento della rabbia o dell’amore, continuiamo ad aspettare.
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“Non scrivere di me” non è un libro semplice né da leggere e né da raccontare.
Parliamo di una di quelle storie un po’ controverse, che tirano fuori i lati più grigi dell’animo umano, aspetti di cui non sempre se ne parla, ma che esistono, e io quando vedo libri così mi incuriosisco e devo leggerli.
La protagonista è S., una ragazza che viene sconvolta dalla notizia della morte di Dannis May, un uomo che ha segnato particolarmente la sua vita. Dannis è stato il suo amore, le sue “prime volte”, la sua ossessione, la sua divinità, il focus della vita. Quando S. scopre della sua scomparsa, la mente la porta indietro nel tempo: a quando l’ha visto la prima volta, a quanto tutto ha avuto inizio.
Raimo accompagna il lettore nell’interiorità della protagonista, facendogli provare una serie di sentimenti contrastanti, spesso ho provato compassione per la storia di S. altre volte fastidio e rabbia, fin quando si arriva alla scena di violenza, dove tutto si rompe e si colloca nello stesso istante. Parola dopo parole si segue l’evoluzione, la disfatta e la ricomposizione della protagonista, i suoi tentativi di tornare alla normalità, poi di sparire, di evadere da quella realtà che non vuole accettare.
Non è un libro facile da leggere da un punto di vista morale, e secondo me è proprio questo il bello: è una storia. Svela una realtà che purtroppo esiste, delle fragilità che vengono scoperte e messe in mostra attraverso la storia di S.
