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Fairy Oak. La storia perduta di Elisabetta Gnone | Recensione

Fairy Oak. La storia perduta di Elisabetta Gnone | Recensione

Il tempo è passato e molte cose sono cambiate a Fairy Oak, e così capita di immelanconirsi riguardando vecchie fotografie davanti a un tè, ricordando vecchi amici e grandi avventure. Ma quando i ricordi approdano all’anno della balena, i cuori tornano a battere e i visi a sorridere. Che anno fu! Cominciò tutto con una lezione di storia, proseguì con una leggenda e si complicò quando ciascun alunno della onorata scuola Horace McCrips dovette compilare il proprio albero genealogico. Indagando tra gli archivi, le gemelle Vaniglia e Pervinca, con gli amici di sempre, si mettono sulle tracce di una storia perduta e dei suoi misteriosi protagonisti. E mentre il loro sguardo ci riporta nella meravigliosa valle di Verdepiano, si consolidano vecchie amicizie, ne nascono di nuove, si dichiarano nuovi amori e si svelano sogni che diventano realtà.

Capita a volte, come non mai in questo periodo storico che stiamo vivendo, di avere l’esigenza di leggere una storia che ci faccia sentire a casa. Un romanzo che abbia il potere di farci sentire protetti dal mondo. Pochi libri riescono a farmi sentire così, ed Elisabetta Gnone è una di quelle autrici che ha questo potere, quello di rendere le parole dolci e confortanti come una cioccolata calda. 

A distanza di quindici anni dalla pubblicazione del primo volume, l’autrice torna con una nuova avventura a Fairy Oak. Già solo leggendo il primo capitolo mi ha preso una profonda nostalgia. Il lettore incontra dopo tanto tempo Vaniglia e Pervinca, le magiche sorelle che sono andate avanti con la loro vita. Per un attimo si ha come la sensazione di guardare un album di ricordi, si ritorna a Fairy Oak, alle storie, all’avventura, alla magia e all’incontro di vecchie conoscenze. 

Vaniglia e Pervinca si perdono nei loro ricordi e ci ritroviamo di nuovo tra i banchi di scuola, le sorelle scoprono della leggenda di una Balena e questo è solo l’inizio della loro avventura. 

Prassi della Gnone è quella di non fermarsi mai solo alla semplice avventura, ma regala al lettore (che sia grande o piccolo) una storia che fa riflettere e che lascia messaggi importanti. Si parla di amicizia, di amore per gli animali, di coraggio e dell’importanza del ricordo. Nota di merito, secondo me, è che questo libro può essere letto anche da chi non conosce bene tutta la storia di Fairy Oak, infatti l’autrice ha realizzato delle piccole note a fine libro per permettere al lettore di orientarsi al meglio.

La storia inoltre è impreziosita da delle belle e delicate illustrazioni che rendono la storia fiabesca e delicata. Un romanzo da non perdere se si ha voglia di vivere un’avventura magica e profonda.

#Prodottofornitoda @Salani

Stefania Siano

Stefania Siano è autrice di libri fantasy e blogger di “Cricche mentali di un’aspirante scrittrice”(www.stefaniasiano.com), uno spazio web in cui tratta di libri e collabora con varie case editrici tra cui Rizzoli, Bompiani e DeA. È laureata in conservazione e restauro dei beni culturali, ma le sue passioni sono la scrittura e la lettura. Le copertine e le illustrazioni dei suoi lavori sono realizzati dalla sorella illustratrice Paola Siano. Le pubblicazioni: -2020- Aki il Bakeneko e il demone volpe autopubblicato (https://amzn.to/33jh4Zx) -2019- Piccolo Incubo e Dolce Sogno edito Officina Milena (https://amzn.to/33TrsFt) -2019 - La maledizione di Solarius edito da Plesio Editore (https://amzn.to/32U9NfB) -2017 - Aki il Bakeneko autopubblicato (https://amzn.to/2CPbGiE) -2015 - Dov'è Alice? edito da Lettere Animate (https://amzn.to/2Wn9fN2)

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