Recensione: Il GGG di Roald Dahl

Il GGG

Roald Dahl

Sofia non sta sognando quando vede oltre la finestra la sagoma di un gigante avvolto in un lungo mantello nero. È l’Ora delle Ombre e una mano enorme la strappa dal letto e la trasporta nel Paese dei Giganti. Come la mangeranno, cruda, bollita o fritta? Per fortuna il Grande Gigante Gentile, il GGG, è vegetariano e mangia solo cetrionzoli; non come i suoi terribili colleghi, l’Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-budella, che ogni notte s’ingozzano di popolli, cioè di esseri umani. Per fermarli, Sofia e il GGG inventano un piano straordinario, in cui sarà coinvolta nientemeno che la Regina d’Inghilterra.


Le case apparivano sghembe, contorte, come in un racconto fantastico. Ogni cosa era pallida e spettrale, d’un biancore latteo. 
Dall’altra parte della strada vide la bottega della signora Rance, dove si compravano bottoni, lana ed elastico a metri. Ma anche la bottega sembrava irreale. Sofia lasciò errare lo sguardo più lontano. E improvvisamente si sentì gelare. 
Qualcosa risaliva la strada. 
Qualcosa di nero…
Qualcosa di grande…
Una cosa enorme, magrissima e oscura.

Una storia dolce e fiabesca che insegna ad andare oltre le apparenze. 

E’ la prima volta che leggo qualcosa di Roal Dahl e sono rimasta piacevolmente colpita e sorpresa dal mondo fantastico che è riuscito a creare con il GGG.

In una notte insonne, la piccola orfanella Sofia incrocia lo sguardo con la figura inquietante e gigantesca del GGG, il quale la rapisce portandola con sé nel mondo dei giganti perché nessun umano deve scoprire della loro esistenza. Da questo momento si svolgono le avventure della intelligente e coraggiosa Sofia con il Grande Gigante Gentile che non si nutre di esseri umani, ma di verdure disgustose.

La piccola protagonista conosce il mondo di queste creature fantastiche e scopre che il suo “carceriere” è in realtà un puro di cuore e anche un gran chiacchierone.

Dahl con uno stile scorrevole e semplice caratterizza alla perfezione Sofia, una bambina che non si ferma dinanzi alle prime difficoltà, curiosa e testarda. Il Grande Gigante Gentile è un personaggio che non si può non amare per la sua dolcezza e goffaggine, parla in modo sgrammaticato inventando anche parole originali e divertenti, ma per questo motivo ho trovato un po’ stancante, a lungo andare, leggere i suoi dialoghi.

Una storia delicata che trasmette tanti piccoli messaggi che fanno riflettere sul modo di agire dell’essere umano.

Se avete voglia di una storia leggera e fiabesca che non sia troppo impegnativa e che vi accompagni in questo periodo di caldo afoso, il GGG è la lettura perfetta per coccolare il lettore. 

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