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La Coscienza di Cain – Il Patto di Constance | Recensione

La Coscienza di Cain – Il Patto

Constance

Cain è un Ingannatore di anime.
Non prova sentimenti. È inquieto, ribelle e non conosce l’umiliazione della sconfitta.
Il suo unico desiderio è quello di sbarazzarsi della propria componente umana allo scopo di diventare un demone completo.
Un vincolo di sudditanza lo lega a Rafael Solano, dietro le cui sembianze di uomo di mezza età si nasconde una creatura malvagia dal passato misterioso, che si serve di lui per perseguire i propri scopi segreti.
Durante una missione affidatagli dall’odiato “padrone”, Cain si trova faccia a faccia con una ragazza dai poteri sbalorditivi, Alexandra Dominici, che si dimostra in grado di sventare i suoi piani diabolici. Incuriosito, il ragazzo si mette sulle sue tracce e le ruba l’anima per mezzo di un vile ricatto.
Tuttavia, il patto stipulato con la giovane umana e la sete di vendetta che nutre nei confronti di Rafael, gli costeranno cari.
Durante una sanguinosa battaglia nell’antico cimitero ebraico di Praga, il mezzo demone rischierà la morte per mano della Milizia degli arcangeli. Sopravvissuto miracolosamente ma torturato nel corpo da indicibili sofferenze, dovrà fare i conti con una lenta e dolorosa presa di coscienza che lo porterà a scoprire di essere attratto da Alexandra.
Ma il piano ambizioso di Rafael non ammette contrattempi. La lotta è iniziata e porterà i protagonisti ad affrontarsi nei vicoli antichi della Edimburgo sotterranea, dove l’ambiguo Cain si troverà, suo malgrado, a collaborare con i suoi presunti nemici tradendo invece coloro che considerava alleati… Nonostante tutto, è solo l’inizio e molte cose dovranno ancora accadere.

«Non voglio più lavorare per te.»
«Per quale motivo?»
«Perché non puoi darmi ciò che voglio.»
Il demone alzò le sopracciglia e spalancò le braccia.
«Davvero? Illuminami, che cosa vorresti?»
«Voglio diventare un demone completo.»

Una storia che parla di demoni, di magia e di anime, piena di intrighi e misteri.

La Coscienza di Cain è il primo volume di una saga urban fantasy che ha un’avvincente costruzione di trama e un ritmo serrato.

Il lettore conosce subito Cain, un ragazzo problematico dal carattere scorbutico ed egoista che mantiene ben salda questa sua armatura fatta di rabbia e crudeltà, e che allo stesso tempo nasconde qualcosa dietro: un passato non facile e un presente complicato. Un personaggio che mi ha incuriosito fin da subito per come è stato realizzato.  Cain è un Ingannatore di anime ed essendo per metà umano, il suo unico obiettivo è quello di eliminare ogni barlume di umanità per diventare un demone completo.

Poco dopo scopriamo anche la seconda protagonista di questa storia che è Alexandra Dominici, una ragazza che porta sulle spalle una maledizione/dono che ha fin da piccola. Ha la capacità di sentire delle voci e vedere delle presenze, per questo disagio si rifugia nella casa famiglia di Padre Gabriel. La storia prende piede velocemente con uno stile semplice e immediato. Quando Padre Gabriel scopre che ci sono altre persone che vivono la stessa situazione di Alexandra, la nostra protagonista decide di aiutarlo al fine di comprendere fino in fondo questo dono. In una di queste missioni la ragazza scombina i piani di Cain e tale imprevisto determina l’inevitabile intreccio delle loro vite.

I capitoli si alternano dal punto di vista di Cain a quello di Alexandra, ciò permette al lettore di entrare in sintonia con i due personaggi e trovo che l’autrice abbia gestito molto bene questa struttura dando il giusto spazio a entrambi. Personalmente mi ha molto affascinato Cain, sebbene sia un personaggio complesso e spesso crudele. Parliamo di un ragazzo che vuole cavarsela da solo nella vita, non ama le imposizioni e si presenta come un Ingannatore di anime crudele e forte. Sembra lasciarsi leggermente andare con Milla (una ragazza perdutamente innamorata di lui) che però quando gli dimostra affetto e dolcezza, Cain si ritira nella sua fortezza di rabbia, mostrando aggressività e riservandole parole cattive.

L’autrice fa un ottimo lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo sul perfido e narcisista Rafael, un demone che non ammette l’imperfezione, amante del lusso e della bellezza, machiavellico e astuto. Una perfetta figura oscura per questo urban fantasy. La scrittrice, in modo sintetico ed esaustivo, permette al lettore di scorgere nel passato di alcuni personaggi e a tal proposito mi sono piaciute molto le parti proprio di Rafael.

La coscienza di Cain è una storia piena di misteri, intrighi, avventure e i demoni si combinano alla perfezione con altre creature fantastiche come le streghe e i fantasmi. Il primo volume è pieno di combattimenti e prove da superare, l’autrice mette le basi solide per un seguito che promette altrettanta azione e un maggior sviluppo dei nostri protagonisti.

#Prodottofornitoda @Genesis Publishing

Miliardario a cinque stelle di Tash Aw | Recensione

Miliardario a cinque stelle 

Tash Aw

Benvenuti a Shanghai: un luogo dove può succedere di tutto e dove tutti possono diventare qualcuno. Cinque nuovi arrivati sono in cerca di riscatto: Phoebe, che si costruisce una nuova identità fatta di false borse griffate, manuali di self-help e pose studiate con l’obiettivo di trovare un uomo ricco; Gary, giovanissima popstar con un’infanzia difficile alle spalle, catapultato dai miseri villaggi della Malesia rurale alle sterminate platee asiatiche; Justin CK Lim, figlio adottivo di una ricca famiglia di immobiliaristi malesi, incaricato di gestirne gli affari a Shanghai; Leong Yinghui, imprenditrice in ascesa la cui totale dedizione al lavoro nasconde la solitudine della vita privata; e infine Walter Chao, misterioso e accattivante uomo d’affari che è anche autore, sotto pseudonimo, del manualetto per diventare «miliardari a cinque stelle». Mentre le vite dei protagonisti s’intrecciano l’una con l’altra, sullo sfondo lussi sfrenati e architetture ardite convivono con miserie insostenibili, slum claustrofobici e nostalgiche vestigia di un passato in estinzione. Ne emerge il ritratto di una società inarrestabile, dove le vite e le carriere possono conoscere formidabili ascese e catastrofiche cadute nell’arco di pochi mesi, così come interi quartieri possono sparire dal giorno alla notte per lasciar spazio a futuristici grattacieli.
Finalista al Man Booker Prize, Miliardario a cinque stelle è un romanzo dalle mille luci ambientato nel cuore pulsante dell’Asia contemporanea.

 

Tempo fa – non ricordo esattamente quando – decisi che un giorno sarei diventato molto ricco. E con ciò non intendo soltanto agiato e benestante, ma smisuratamente, incommensurabilmente ricco, nel modo in cui solo i bambini sanno immaginare la ricchezza.

Sullo sfondo dell’affascinante metropoli orientale, l’autore ci racconta di storie di vita intense e complicate.

Tash Aw narra con uno stile fluido e dettagliato di cinque personaggi molto diversi tra loro che si trovano a Shanghai per migliorare la loro vita. Conosciamo Phoebe, Gary, Justin CK Lim, Leong Yinghui e Waler Chao, cinque nomi che racchiudono cinque passati, relazioni, aspirazioni, paure e speranze diverse. Con capitoli alternati il lettore scorge ogni angolo dell’animo e della psiche di queste figure che sono i protagonisti di una storia fatta di pause e riflessioni. 

Nel primo capitolo esordisce Walter Chao, un uomo misterioso e ricco, il quale comprende che il vero piacere non è il lusso e una vita fatta di sfarzo e oggetti preziosi, ma lavorare al fine di aiutare il prossimo. Solo così si ha una vera soddisfazione e proprio per questo motivo scrive, sotto pseudonimo, un libro motivazionale. Chao è un personaggio che mi ha incuriosito molto, i suoi capitoli sono particolarmente introspettivi, intensi, pieni di riflessioni sulla vita e sul progetto che vuole portare avanti.

Un altro personaggio che mi ha catturato particolarmente è Leong Yinghui, una donna imprenditrice che dedica la sua vita al lavoro e per questo viene screditata dalle persone perché non si abbassa al concetto di accantonare la sua indipendenza per trovare marito e sposarsi. Con lei si scopre la superficialità che regna sovrana nella società di Shanghai, una metropoli fatta di lussi, che offre possibilità, alimenta sogni, ma che è anche piena di pregiudizi.

Phoebe e Gary sono due personaggi che mi hanno fatto provare in alcuni momenti tenerezza, entrambi diversi, ma allo stesso modo fragili. Ho provato più distacco per Lim, una figura che non mi ha coinvolto particolarmente, forse perché sono entrata più in sintonia con gli altri protagonisti.

Tra lussi, aspirazioni e desideri si conosce una Shanghai tanto ammaliante quanto pericolosa che attira con le sue luci, le sue promesse e trascina in un turbine di decadenza che si traduce in una lotta alla sopravvivenza.

Nella prima parte del libro i protagonisti vengono presentati in modo minuzioso e per questo motivo ho trovato la narrazione un po’ lenta, ma la storia diventa più interessante nella seconda parte quando l’autore, con eleganza e abile maestria, intreccia le vite di questi cinque personaggi, facendoli scontrare in un percorso pieno di ostacoli e insidie.

La storia è molto lineare, non ci sono colpi di scena o azione, ma si parla di una narrazione fluida, accurata e introspettiva. Aw si concentra sulle vicende di questi personaggi e, dietro le situazioni che vivono, si coglie l’accusa che fa verso la società che favorisce l’esteriorità e i soldi. 

#Prodottofornitoda @Fazi Editore

HILDA E LA GENTE NASCOSTA di L. Pearson e S. Davies | Recensione

HILDA E LA GENTE NASCOSTA

Luke Pearson e Stephen Davies

Hilda è una bambina dai capelli blu che vive in una bellissima casa in un bellissimo bosco. Adora disegnare tutto ciò che osserva intorno a sé, ma soprattutto le strane creature del bosco, come per esempio i cattivissimi troll (che poi tanto cattivi non sono). La vita di Hilda si complica quando gli elfi che abitano vicino a casa sua decidono di far sloggiare lei e la mamma, e le terrorizzano nel cuore della notte. Hilda però non vuole lasciarsi intimidire ed essere costretta a trasferirsi nella caotica città di Trollberg. Così, parte per un viaggio avventuroso alla ricerca del Re degli Elfi e della pace. Sulla strada incontrerà tanti nuovi amici, e imparerà l’importanza della convivenza.

In nome della gente nascosta delle Contee elfiche settentrionali, chiediamo lo sgombero immediato dei locali. La mancata osservanza di tale richiesta darà luogo a una procedura di sfratto che culminerò nella demolizione dei suddetti locali.

 

Hilda è una bambina allegra e fantasiosa, ama disegnare e ha uno spirito gentile e  avventuroso.
Un giorno gli elfi decidono di scacciare via di casa lei e sua madre perché l’abitazione si trova nei loro territori.
La nostra protagonista non si scoraggia, non vuole abbandonare quel posto incantato che ama esplorare e così, insieme al suo fidato Twig e all’elfo Alfur, decide di andare dal re degli elfi per risolvere la spiacevole situazione.

Questa storia è una vera boccata di aria fresca: leggera, tenera, originale e con tanti elementi fantastici. La trama semplice e simpatica nasconde vari messaggi e una inaspettata storia d’amore. Ho adorato i vari personaggi originali come l’animale che accompagna sempre Hilda, Twig un fedele e coraggioso volpecerbiatto, l’omino di legno che ama leggere e tante altre creature incantate e bizzarre.

La protagonista non si può non adorare e penso che ognuno di noi possa riconoscere una parte di sé o un frammento della propria infanzia leggendo di Hilda.
Nel libro ci sono delle illustrazioni con una predominanza di linee tonde che rendono le atmosfere e i disegni teneri.

Una storia delicata e divertente che tratta sul potere dell’immaginazione e sulla convivenza pacifica. Adatto per un pubblico di ragazzi e per chi, come me, adora tuffarsi nelle storie fantastiche. 

#Prodottofornitoda  @DeAgostini

ARIA DI NEVE di Serena Venditto | Recensione

ARIA DI NEVE

Serena Venditto

Ariel è una ragazza italo-americana che ha girato mezzo mondo e ora vive nell’adorata Napoli. Lavora come traduttrice di romanzi rosa dai titoli immancabilmente profumati di agrumi e, dopo quattro anni di fidanzamento e due di convivenza, è appena stata lasciata da Andrea, l’uomo perfetto, ispettore di polizia e compagno dolce e premuroso. In lei si aggrovigliano sconforto, delusione, rabbia, ma soprattutto la fastidiosa sensazione di vivere in una di quelle storie melense e scontate che le consentono di pagare l’affitto. È necessaria una svolta, qualcosa di tanto imprevisto quanto atteso. E così, facendosi coraggio Ariel si mette alla ricerca di un luogo dove ricominciare da zero, e presto si imbatte nel coloratissimo e disordinato appartamento di via Atri, dove vivono altri tre ragazzi: Malù, sagace archeologa con una passione per i romanzi gialli, Samuel, rappresentante di articoli per gelaterie di origini sardo-nigeriane, e Kobe, talentuoso quanto sgrammaticato pianista giapponese. Un terzetto strambo e caotico cui si aggiunge la presenza fissa di Mycroft, uno stupendo gatto nero dagli occhi verdi che, coi suoi eloquenti miagolii, non ha bisogno della parola per farsi capire alla perfezione. Ariel si sente subito a casa, e tra una chiacchiera in cucina, un concerto e una passeggiata in una Napoli infuocata di sole, le cose per lei riprendono a girare per il verso giusto, al punto che dimenticare Andrea sembra quasi possibile. Ma proprio allora un evento tragico che si consuma molto vicino ai coinquilini rimetterà tutto in gioco e sconvolgerà il microclima di via Atri. Un suicidio molto sospetto o un vero e proprio delitto della camera chiusa? Le “celluline grigie” di Malù non potranno che essere stuzzicate da questa sfida e l’archeologa-detective coinvolgerà tutto il gruppo nelle indagini, cui parteciperà anche Mycroft dando sfoggio di tutta la sua sottile, felina intelligenza.

 

Aria di neve, pensai. E ghiaccio. Troppo freddo per quella giornata torrida di giugno. Andai in bagno e riempii la vasca con tanta acqua bollente.
Aria di neve.

Finalmente sono qui per parlarvi di questa deliziosa lettura!

Avevo già sentito parlare di questa serie di Serena Venditto e appena ho visto la bellissima copertina, con l’elegante figura felina in primo piano, non ho resistito oltre.

Aria di neve ha tutte le caratteristiche di un classico giallo, ma con uno stile vivace e ironico

che dà una ventata di freschezza e di leggerezza alla storia.

Il lettore conosce subito Ariel, una ragazza italo-americana che adora la città di Napoli e che convive con Andre, un uomo che definisce il ragazzo perfetto. Peccato che questa perfezione svanisce nel momento in cui la lascia di punto in bianco, tutto ciò che le rimane è un triste biglietto con poche parole. Ariel cerca di voltare pagina, così decide di cambiare appartamento e vive con tre inquilini: Malù, Kobe e Samuel.

Insieme a questo gruppo abbiamo il gatto nero Mycroft che aiuterà i nostri personaggi a risolvere il caso di un suicidio sospetto. L’intesa del gruppo cresce man mano, ma trovo che la vera perla  sia il gatto che dà quel pizzico di “magia” con le sue intuizioni.

L’autrice realizza una storia che intrattiene il lettore, dissemina gli  indizi con abilità nello scenario della bellissima città del sud. Ho apprezzato molto l’ambientazione napoletana e traspare l’amore che prova l’autrice per Napoli perché con semplici espressioni e giochi di parole rende palpabile il calore del posto.

I personaggi sono ben caratterizzate, ma quelli che ho amato particolarmente sono la brillante Malù, che riesce a coinvolgere nelle indagini, e l’intelligente gatto Mycroft.

Se amate i gialli, i misteri da risolvere e se volete una storia ironica, dallo stile frizzante, allora catapultatevi nella lettura di Aria di Neve.

Recensione: IL BATTESIMO DI SANGUE di NATASCIA LUCHETTI

IL BATTESIMO DI SANGUE

NATASCIA LUCHETTI

La storia del mostro che ha attraversato i secoli per amore resiste e si rinnova in un tempo immortale. Ogni mito ha il suo inizio ed è sufficiente un solo passo nelle ombre per rimanere prigionieri in eterno della sorte invisa: l’uomo sparisce a favore della bestia. La giustizia punisce coloro che rinnegano Dio, toglie loro l’anima e con questa gioca all’infinito, lasciando che la realtà dei fatti scompaia agli occhi dei mortali. Questa è la vera storia di uno spirito corrotto, ma umano, che parla a nome dell’amore assoluto e della brutalità dell’imperfezione. La rinascita di Dracula prende vita e trasforma la verità in leggenda.

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Folle, atroce e sanguinario. Alcuni lo chiamavano “figlio del Demonio”, Dracul, perché al contrario dell’uso comune non scendeva a patti con nessuno, non vendeva se stesso ai poteri forti, non si piegava anche a costo di spezzarsi. 
Che mi vedano così, che mi accusino, pensava. 

Chi mi segue sa bene che ho un debole per Vlad, ma non tanto per la figura fantastica del vampiro quanto per il vero personaggio storico.

Ho apprezzato molto Dracula Love Never Dies di Natascia e non potevo certo perdermi Il Battesimo di Sangue che è il prequel del romanzo.

Il Battesimo di Sangue è una storia breve, ma avvincente. L’autrice crea un delizioso mix di alcuni episodi storici di Vlad e di fantasia, racconta con abile maestria l’evoluzione del protagonista, dalla perdita della sua umanità fino ad abbracciare l’oscurità per diventare il vampiro crudele e sanguinario che tutti noi conosciamo.

Grazie alla fantasia di Natascia scopriamo quello scorcio di tempo del protagonista che va dal momento della sua nuova natura, fino all’incontro con Harker.

Vlad è caratterizzato in modo impeccabile, la sua natura come i suoi sentimenti permettendo al lettore di conoscere non solo il Voivoda che affronta senza paura le sue battaglie, ma anche la creatura inquietante e fredda della notte.

Una storia interessante e oscura che scopre la mente sadica di un uomo ferito dal tempo.

Se volete sapere qualcosa in più sul romanzo, seguito di questo racconto, vi lascio alla video recensione.

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Recensione: Magic di Victoria Schwab

Magic

Victoria Schwab

Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…


Una storia in cui la magia è viva.

La cosa che ho più apprezzato di questo libro della Schwab è l’originalità non solo nella descrizione delle quattro città, ma soprattutto nel dare una nuova “forma” alla magia.
Non parliamo della stessa magia che troviamo in Harry Potter della Rowling o nella saga Shadow Magic di Khan, qui l’elemento fantastico è un qualcosa di vivo, che si nutre e che cresce.

Solo i pochi che riuscivano a spostarsi fra le diverse Londra avevano bisogno di chiamarle in modo diverso. E così Kell – ispirato dalla città perduta che tutti conoscevano come Londra Nera – aveva assegnato un colore a ciascuna capitale restante. 
Grigio per la città meno magica. 
Rosso per il ricco impero.
Bianco per il mondo affamato. 

La Londra Grigia è quella che conosciamo tutti noi, quella in cui la magia non esiste, ma che alcuni esseri umani sperano e credono che ci sia. Nella Londra Rossa la magia è in perfetto equilibrio a differenza della Londra Bianca in cui il potere magico ha il sopravvento. La Londra Nera è la città che è stata divorata dalla magia stessa. 

La trama è ben articolata, anche se ho trovato alcuni punti poco approfonditi e altri un po’ frettolosi, ma essendo il primo volume di una trilogia immagino che sia un capitolo che mette le basi per il seguito.

I personaggi sono ben caratterizzati e marcati, anche se, in questo volume, l’autrice si sofferma molto sul protagonista Kell e su Lila. Entrambi sono gli opposti, due figure che si completano e raggiungono un equilibrio. Lila è una ragazza grintosa, sarcastica e cinica, una ladra che ha imparato a sopravvivere giorno dopo giorno,  Kell è un personaggio che mi è piaciuto fin dall’inizio, è un Antari, un essere che è capace di viaggiare tra le varie città e ha il ruolo di ambasciatore della Londra Rossa, oltre a far parte della famiglia reale. E’ un ragazzo sensibile che però si sente più come un “oggetto” che appartiene ai reali della Londra Rossa, piuttosto che un loro figlio.

Personaggi molto affascinanti sono i regnanti della Londra Bianca, due gemelli crudeli e sadici e l’Antari al loro servizio, Holland, che purtroppo ho trovato poco trattati.

Se vi piace il fantasy e volete leggere di una magia diversa dal solito, Magic è la lettura che fa per voi, colma di azione e di mistero. 

Vi lascio alla video recensione 🙂

Recensione: Sacré Bleu di Christopher Moore

Sacré bleu

Christopher Moore

Il dipinto che fa da sfondo è opera di Paola Siano (www.paolasiano.com)

Lo spirito della Parigi fin de siécle e dell’Impressionismo in una movimentata storia di intrighi, passione, arte, misteri, condita di pane croccante, ragazze cancan e assenzio. Ambientata a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, ultimogenito di una famiglia di fornai di Montmartre, il cui padre era amico, sodale e protettore di poveri artisti come Renoir, Monet, Pissarro e Cézanne. Anche Lucien dipinge e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che un giorno, di punto in bianco, sparisce nel nulla. Due anni dopo, ritrovato per caso l’amore della sua vita, Lucien scopre insieme all’amico Henri Toulouse-Lautrec il misterioso legame tra Juliette e il Colorista, uno strambo commerciante e fabbricante di pigmenti, unico a conoscere la ricetta di un misterioso blu oltremare – il Sacré Bleu – dalle qualità eccezionali. Da quel momento, il fornaio e il pittore resteranno travolti da una valanga di guai e faranno involontariamente luce su una lunga serie di risvolti inediti del mondo della pittura, tra i quali il finto suicidio di un certo Vincent van Gogh…

Sacré Bleu è un libro umoristico e misterioso dalla scrittura pungente e fluida.

Conoscevo già l’autore per il libro “Il Vangelo secondo Biff”, il quale devo assolutamente riprendere perchè, per questione di tempo, lo abbandonai.

L’ambientazione è affascinante e intrigante, ci troviamo nella Parigi della fine dell’800 in cui il protagonista Lucien, il quale desidera diventare un pittore e vivere della sua passione, è circondato dagli artisti dell’epoca come Pissaro, Monet e tanti altri.

Lucien è una persona molto debole, dall’animo sensibile e completamente preso dalla sua passione e soprattutto da Juliette, la sua musa che gli causerà problemi non indifferenti. Impeccabile e divertente la caratterizzazione di Henri Toulouse-Lautrec che rappresenta perfettamente le abitudini e le “stravaganze” della Parigi dell’epoca.

«Ti ricordi della vecchia Juliette?» disse Lucien.
«La vecchia Juliette che ti ha rovinato la vita e ha fatto di te un povero disgraziato?».
«Proprio lei» disse Lucien.
«Certo che me la ricordo». Henri si alzò il cappello senza mollare il bicchierino, e in quella posa si sentiva un vero stupido. «Enchanté, Mademoiselle».

Altri personaggi che ho apprezzato sono Régine, la sorella di Lucien, una donna forte che porta sulle spalle una grande colpa e suo marito Gilles, che è il tipico uomo rozzo e zuccone che però risulta tenero per l’amore che prova per la sua donna.

La storia di Moore si sviluppa con un buon ritmo, dando la giusta consistenza ai personaggi permettendo al lettore di conoscere la loro storia.

Sacré Bleu è uno di quei libri in cui man mano che si va avanti nella lettura i tasselli si uniscono, realizzando che tutti i personaggi, bene o male, hanno una relazione tra loro.

Le storie si intrecciano in modo avvincente e misterioso creando dei risvolti inaspettati per non parlare del finale! La conclusione della storia mi ha stupita perché da racconto che ha tutte le caratteristiche di essere un giallo/storico, ecco che arriva anche la chiave fantastica che spiazza il lettore. 

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