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Review Party | Il giorno dopo il lieto fine di Alice Chimera

Il giorno dopo il lieto fine

Alice Chimera

Nessun lieto fine. Detto così suona assai traumatico.
Ma se le favole non fossero proprio come ce le raccontano quando siamo bambini?
Cosa accadde realmente subito dopo il classico “happy end”?
Ce lo racconta Alice Chimera. Partendo dal noto finale disneyano, scopriremo cosa la sorte ha riservato alle varie protagoniste.
Le mele diverranno una vera e propria persecuzione per Biancaneve; Cenerentola si troverà sposata a un principe che la considera un giocattolo sessuale; Ariel non è diventata davvero umana e non potrà avere figli; Jasmine rimpiangerà la libertà perduta; Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritroverà a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia…
Alcune note esplicative accompagnano le favole e ne approfondiscono gli aspetti originari che hanno ispirato i lungometraggi.

Cosa succede nelle fiabe dopo il “e vissero per sempre felici e contenti”? C’è qualcosa dopo, quel qualcosa che nessuno ci ha mai raccontato, ed ecco che arriva Alice Chimera che ripropone in una nuova edizione la sua raccolta di racconti “Il giorno dopo il lieto fine”.

Ho avuto il piacere di leggere anni fa questo lavoro di Chimera, e come la prima volta ho divorato la lettura con piacere. 
L’autrice riprende le fiabe classiche Disney, va oltre la fine che tutti noi conosciamo e ci propone uno scenario spesso triste, altre volte ingiusto, ma anche realistico.
Una vetrina “realistica” che smonta il lieto fine delle fiabe con toni grotteschi. 

Sette racconti che vedono come protagoniste Biancaneve, Ariel, Belle, Cenerentola, Jasmine, Aurora e Alice.
La Bella e La Bestia è tra i classici della Disney che più adoro e indovinate? E’ anche il mio racconto preferito della raccolta di Alice Chimera perché inaspettato, originale e dalle sfumature gotiche. 
In questa storia troverete brividi, una punta di horror e un finale inaspettato.
Lo stile di scrittura è semplice e accurato, va dritto al punto non perdendosi in troppe descrizioni dando ampio campo d’azione alle principesse infelici.

Ogni racconto si apre con una delicata illustrazione e si chiude con una nota dell’autrice che fa un piccolo focus sulla fiaba. 


Se amate le rivisitazioni e siete pronti a conoscere il finale della storia delle nostre eroine Disney, allora tuffatevi in questa lettura.

#Prodottofornitoda @AliceChimera

 

La memoria di Babel. L’Attraversaspecchi 3 di Dabos | Recensione

La memoria di Babel. L’Attraversaspecchi 3

Christelle Dabos

Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?

Era un individuo spigoloso sia di corpo che di carattere, senza mai una frase amorevole, un gesto galante o una battuta scherzosa, uno che preferiva la compagnia dei numeri a quella degli uomini. 
Doveva esserci un buon motivo per guardarlo in faccia. 
Ofelia ne aveva due. 

Presa dall’entusiasmo del secondo volume di questa saga, che ho apprezzato molto, mi sono immersa subito nella lettura del terzo capitolo.

Ofelia è da più di due anni che non vede Thorn e, quando riesce ad avere una pista da seguire, decide di partire per Babel alla ricerca di suo marito.  Tra inganni, nuovi incontri e vari pericoli, Ofelia si troverà ad avere a che fare con una società completamente diversa dalla sua dell’arca Anima e da quella del Polo. 

Se il secondo libro della saga mi aveva conquistato anche per il ritmo serrato, qui torniamo di nuovo alla lentezza del primo volume, se non anche di più. Lento, lento, lento. Per almeno metà del libro succede poco o niente. Credo che la pecca sia il fatto che ci troviamo in un’arca diversa con tutti personaggi nuovi e il lettore così si deve riabituare alla nuova arca, alle sue regole, fare nuove conoscenze e prendere confidenza con questo scenario distopico. 

Thorn continua a essere un personaggio bellissimo: sfaccettato, tormentato e ben studiato. Ne La memoria di Babel inizia un po’ a scoprirsi, a far vedere di più la sua fragilità, ma sempre troppo poco per i miei gusti.
Mentre tutti gli altri personaggi mi sembrano ben caratterizzati e naturali, l’unica che stona in tutta la storia è proprio Ofelia che, a mio parere, continua a essere troppo costruita, sembra che la Dabos la costringa a fare determinate cose che non hanno molto senso solo per allungare il brodo. 

La trama è interessante, ma l’ho trovata anche un po’ confusionaria, se non avessi sentito i commenti riguardo all’ultimo volume della saga sarei più fiduciosa nel comprendere la dinamica della storia, ma ahimé ho i miei dubbi a questo punto.

In conclusione, ho apprezzato gli ultimi capitoli di questo terzo volume, ma nel complesso non mi ha convinto per la lentezza, la confusione e l’incoerenza della protagonista. Verso la fine c’è quella vena romantica che tutte le lettrici aspettano di leggere dal primo volume, ma avrei preferito che l’autrice scrivesse qualche frase in più, proprio per scoprire meglio l’evoluzione del loro rapporto. 

 

Un attimo perfetto di Meg Rosoff

Un attimo perfetto di Meg Rosoff

In una casa color pervinca baciata dal sole, in cui da ogni finestra si vede il mare, quattro fratelli, ragazzi e ragazze tra i tredici e i diciotto anni, madre, padre e due cugini trentenni riempiono quelle giornate spensierate con la spiaggia, i giochi, le serate lunghissime passate tutti insieme cenando in giardino, e un matrimonio da organizzare. Le vacanze sono appena cominciate, l’estate sembra allungarsi all’infinito con la sua promessa di una tranquilla, struggente felicità. Poi arrivano i fratelli Godden: irresistibile e affascinante Kit, scontroso e taciturno Hugo. Tutt’a un tratto, c’è un serpente in paradiso e niente sarà più come prima.

Tutti dicono che innamorarsi è la cosa più miracolosa del mondo, che ti cambia la vita. Succede qualcosa, sostengono, e allora tu lo sai. Guardi nei suoi occhi e non vedi solo la persona che hai sempre sognato di incontrare, ma quel te stesso in cui hai sempre segretamente creduto, il te stesso che inspira desiderio e piacere, il te stesso di cui nessuno prima di allora si è mai davvero accorto. 

Una famiglia numerosa e chiassosa parte, come ogni anno, per andare a passare l’estate alla casa al mare. Arrivati a destinazione la famigliola incontra degli amici di vecchia data, Hope e Mal, i quali a breve si sposeranno e per l’occasione arriveranno anche i fratelli Godden che passeranno l’estate con loro. 

La storia è vista tutto dal punto di vista della protagonista, della quale il lettore non saprà mai il nome. La protagonista ha un carattere introverso e spesso si trova in competizione con la sorella più piccola che ostenta sicurezza e autostima in tutto quello che fa. L’estate procede tranquilla come ogni anno, fino all’arrivo dei fratelli Godden: Kit è un ragazzo affascinante, allegro, solare, che è capace di attrarre le persone con il suo magnetismo, mentre suo fratello Hugo è distaccato e introverso, tra i due non scorre buon sangue e la tensione  non mancherà nel corso della storia. 

Si possono individuare due storie parallele, quella degli adolescenti insieme ai fratelli Godden e quella dei futuri sposi. La linea della storia degli adulti l’ho trovata molto interessante, ma poco approfondita, si dà molto spazio alla storia dei ragazzi.

Il libro ha un ritmo un po’ lento, l’evoluzione della trama si svolge verso le ultime pagine perché per la maggior parte della storia il lettore segue i movimenti e le relazioni dei personaggi, ma c’è più un tono di presentazione che di azione vera e propria. 

Un attimo perfetto è una storia che parla di amore malato, di adolescenza, di crescita, di famiglie disastrate e di disturbi psicologici, peccato che si accennano solo questi elementi, ma non vi è un vero approfondimento. L’ho trovata comunque una lettura scorrevole, ma dati gli elementi e gli input che aveva dato l’autrice nel corso della storia, mi aspettavo molto di più. 

#Prodottofornitoda @Rizzoli

Blitzcat. Se il mondo cade a pezzi di Westall | Recensione

Blitzcat. Se il mondo cade a pezzi 

Robert Westall

Lord Gort è una gatta nera testarda e senza paura, ma non ha mai vissuto lontano da Geoff, un ragazzo silenzioso che la guarda sempre con occhi intensi. Quando però allo scoppiare della Seconda guerra mondiale il giovane viene mandato oltre mare a combattere, la gatta è costretta a iniziare una nuova vita senza di lui. Le giornate sono lunghe. L’attesa straziante. E Lord Gort non è una felina abituata ad aspettare. Guidata da un infallibile sesto senso, la gatta decide allora di partire alla ricerca del suo compagno. Pur di ritrovarlo, è disposta a correre qualsiasi pericolo: non importa se perderà l’udito a causa dei bombardamenti o se rischierà la vita perché qualcuno è convinto che i gatti neri portino sfortuna. Il legame tra loro è più forte delle armi e della guerra, e l’unica cosa che conta è ritrovarsi. Anche a costo di attraversare un mondo che cade a pezzi.

 

Prima di partire ogni soldato le accarezzava la schiena. Se Lord Gort perdeva un baffo, veniva raccolto all’istante e conservato in una tasca dell’uniforme come una reliquia. 

Nel pieno della seconda guerra mondiale, una gatta nera, testarda e senza paura decide di intraprendere un viaggio alla ricerca del suo umano che viene mandato oltre mare a combattere.

Apprezzo molto i romanzi storici, ma soprattutto nell’ambito della letteratura per ragazzi mi piace scoprire come gli autori trattano della seconda guerra, evento storico che ancora oggi è considerato molto delicato. Westall mi ha incuriosito molto per la chiave di lettura che ha scelto perché la storia è narrata attraverso lo sguardo del felino.

La gatta nera parte per il suo viaggio, incontra molti personaggi tra civili e soldati, e si limita a osservare le loro situazioni: le ansie, le paure e il terrore che porta lo stato di guerra. Westall narra non solo le varie esperienze di questo periodo storico, ma tratta anche di un fenomeno che vede protagonisti i felini, ovvero lo psicoritrovamento. Si tratta di una teoria seconda la quale i gatti posso ritrovare la strada di casa anche a distanza di parecchi chilometri. 

Ho apprezzato molto l’idea del libro e la chiave di lettura che ha dato Westall, mi è piaciuto seguire il viaggio della gatta nera, la quale a volte aveva un ruolo attivo altre volte più passivo nella narrazione, e  le situazioni delle persone le ho trovate realistiche e curate. La lettura però non l’ho trovata molto scorrevole per lo stile che, per i miei gusti, è un po’ descrittivo e povero di dialoghi, ma ovviamente è un parere molto soggettivo questo. 

Nel complesso l’ho trovata una lettura per ragazzi piacevole, che con i toni giusti racconta la crudeltà della guerra attraverso gli occhi di una gatta che è alla ricerca del suo umano. 

#Prodottofornitoda @DeaPlanetaLibri

Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi: 2 di Dabos | Recensione

Gli scomparsi di Chiardiluna. L’Attraversaspecchi: 2 

Christelle Dabos 

Secondo volume della saga dell’Attraversaspecchi (dopo il primo, Fidanzati dell’inverno), Gli scomparsi di Chiardiluna trascina il lettore in una girandola di emozioni lasciandolo, alla fine, con una voglia matta di leggere il terzo volume.

Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso…

 

«Quando volete che torni?»
«Io?» fece Ofelia, stupita che le chiedesse la sua opinione.
«Immagino che dipenda più che altro dai vostri impegni. Cercate soltanto di non dimenticare il matrimonio.»
Era chiaramente una battuta, ma Thorn le rispose con indecifrabile serietà.
«Non dimentico mai niente»

Solo la settimana scorsa vi ho parlato del primo volume della serie Attraversaspecchi, ho comprato subito il seguito e se il primo capitolo non mi aveva conquistata completamente, questo secondo volume mi ha rapita fin dalle prime pagine. 

Ofelia viene presentata a sire Faruk, lo spirito di famiglia dell’arca Polo, il quale aspira a far leggere a Ofelia il Libro, un manoscritto misterioso che sembra impossibile da decifrare. Nello stesso momento a Chiardiluna iniziano a esserci delle scomparse misteriose e la nostra protagonista indagherà su questi avvenimenti insieme a Thorn. 

Ne Gli Scomparsi di Chiardiluna ho trovato un ritmo molto più incalzante e veloce rispendo al primo volume. C’è sempre una base fantasy, ma questa volta con una vena investigativa e mistery. Le ambientazioni sono sempre particolari e ben curate, l’autrice dedica molta attenzione allo sfondo della storia e alla caratterizzazione fisica dei personaggi che sono tutti particolari e riconoscibili. 

Ofelia è un personaggio che purtroppo continua a non piacermi particolarmente, ma devo ammettere che verso la fine del libro si riscatta un po’ e l’ho trovata più coerente rispetto al primo volume. In questo secondo capitolo l’autrice pone una maggiore attenzione su Thorn, si scopre qualcosa in più sul suo passato, su sua madre e sulle sue abilità. Forse è questo uno dei motivi per cui ho amato questo libro, perché finalmente la Dabos racconta qualcosa in più su questo personaggio introverso e apparentemente freddo. La coppia protagonista farà dei piccoli passi in avanti, non ci sono scene romantiche plateali e forse è proprio questo uno degli aspetti che apprezzo di questo libro. La loro “relazione” non viene sminuita da situazioni già lette e sentite. 

Mano, mano che si va avanti con la storia vengono scoperte le carte, alcune fanno nascere altri punti interrogativi, altre invece danno rivelazioni interessanti. Il lettore viene trascinato dal turbinio di mistero e azione fino ad arrivare a un finale struggente che lascia con il fiato sospeso.

Cosa dire? Ho amato questo secondo volume, adoro Thorn che posso dire essere diventato uno dei miei personaggi letterari preferiti, e non vedo l’ora di andare avanti con la saga per scoprire cosa succederà. 

Sorelle Brontë (Jane Eyre di Charlotte Bronte) | Recensione

Da Cime Tempestose, a Jane Eyre, passando per Agnes Grey, fino ai meno noti L’angelo della tempesta, La Signora di Wildfell Hall e Shirley, le tre sorelle Bronte ci hanno lasciato romanzi immortali, capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d’erica, roccia e foschia. Questo volume offre l’occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.

 

Il 25 agosto esce questo bellissimo volume edito Mondadori: Le Sorelle Bronte.
Si tratta di un unico volume illustrato con all’interno alcune informazioni riguardo alle autrici e i loro libri di punta.

Il libro contiene: 
– AGNES GREY scritto da Anne Bronte;
– CIME TEMPESTOSE di Emily Bronte;
– JANE EYRE narrato da Charlotte Bronte;

Partecipo al Review Party organizzato da Michela di la_stanza_dei_libri e Federica di Infermieranerd, e tra i tre classici da trattare ho deciso di recensire Jane Eyre di Charlotte.

Aspiravo alla libertà; ardentemente desideravo la libertà; e pronunciai una preghiera per ottenere la libertà; mi sembrò che venisse dispersa dal debole soffio del vento.

Jane Eyre è il mio classico preferito, trovo che abbia un mix di elementi che lo rende unico e diverso dagli altri romanzi dell’ottocento. 

La nostra protagonista non è ricca, non è bella e non ha le aspirazioni che hanno le altre ragazze della sua età. Jane fin da piccola deve sopportare i maltrattamenti della zia e gli atti di bullismo, affronta questi disagi con forza e determinazione perché il suo unico obiettivo è ottenere la libertà.

Jane cresce, sopravvivere alla dura e spesso crudele disciplina della scuola che frequenta, ma grazie allo studio e alla conoscenza, diventa una stimata insegnante che la condurrà dall’uomo che le ruberà il cuore: Rochester.

Adoro l’ambientazione cupa e misteriosa che aleggia nella tenuta di Rochester. Una figura inquietante si aggira tra i corridoi, Jane ne avverte la presenza e cerca di non abbassare mai la guardia. Per gran parte del romanzo c’è un sottile confine che divide il reale dal surreale, tutto determinato da un’ambientazione inquietante e dai toni scuri. 

La relazione sentimentale è un crescendo di emozioni. Rochester è un uomo che ha un suo passato amoroso, ha profonde cicatrici e tende a guardare il mondo con astio, ma è con Jane che trova una fonte limpida. La ragazza fa valere i suoi pensieri, tiene testa ai discorsi del padrone di casa con schiettezza e questo atteggiamento attira lo sguardo di Rochester, catturando il suo cuore. 

Oltre al fattore romantico, la cosa che adoro di questo romanzo è come la protagonista, anche nei momenti critici, preferisce scegliere sempre la sua libertà. In un momento cruciale con la sua storia d’amore, scoprirà il grande segreto che nasconde Rochester e a quel punto la protagonista dovrà fare i conti con la realtà e decidere quale via prendere. 

Un romanzo dai toni cupi, con una protagonista che cerca di conquistare la sua libertà, non dando importanza al giudizio della società.
Un libro che tutti dovrebbero leggere. 

#Profottofornitoda @MondadoriOscarVault

 

Good Luck girls di Davis | Recensione

Good Luck girls

di Davis

Le chiamano ragazze della Buona Fortuna, ma tutti ad Arketta sanno che quelle ragazze sono tutto tranne che fortunate: vendute ancora bambine a una “casa di benvenuto”, marchiate con un tatuaggio maledetto e intrappolate in una vita che non avrebbero mai scelto. Quando una di loro uccide accidentalmente un uomo per legittima difesa, fuggono in cinque dalla casa di benvenuto e intraprendono un viaggio pericoloso e impossibile alla ricerca della libertà, della giustizia e della vendetta, in un mondo che ha negato loro ogni diritto. Inseguite dai poteri più corrotti e malvagi di Arketta, la loro unica speranza è riposta in una storia della buonanotte tramandata da una ragazza della Buona Fortuna all’altra, una storia a cui solo le più giovani e disperate tra loro sono disposte a credere. Perché possano sopravvivere, non basterà la buona fortuna. Servirà tutta la forza della loro amicizia.

Ma un simbolo non solo ti marchiava a vita come proprietà di una casa di benvenuto. Era anche stregato.

Le chiamano ragazze della Buona Fortuna, ma sono tutto tranne che fortunate. 

Good Luck Girls è un libro che mescola l’atmosfera fantasy e western, e che parte con una base realistica. Ci troviamo in una casa di benvenuto in cui giovani ragazze hanno il compito di intrattenere gli uomini. Le cose si complicano quando Clementine uccide il suo primo cliente, così sua sorella Aster decide di scappare via dalla casa di benvenuto e con loro si uniscono anche altre tre ragazze. Il loro primo obiettivo, per conquistare la libertà, è quello di trovare Lady Ghost, una donna capace di eliminare il marchio stregato che portano sulla pelle e che le segna come ragazze di piacere. 

Non pensavo che il mix fantasy-western funzionasse, ma devo dire che Davis riesce a creare, con uno stile immediato e fluido, un’ambientazione che immerge il lettore in una storia colma di azione.

Inizialmente si potrebbe pensare che la protagonista indiscussa della storia sia Clementine, ma in verità la narrazione si sposta più sulla sorella maggiore Aster e la saccente e perfida Violet. Le due ragazze sono ben caratterizzate, a differenza di Clementine, Tansy e Mallow che sono personaggi che vengono un po’ più trascurate, ma essendo il primo volume di una serie mi aspetto di scoprire qualcosa in più su di loro nel prossimo libro. 

Punto forte del romanzo, secondo me, è l’ambientazione che parte da una base molto realistica perché si parla di una casa del piacere. Le ragazze vengono sottoposte a trattamenti non piacevoli per evitare possibili figli, il lettore avverte la loro la pressione e paura  nel ricevere un cliente, l’ansia nel chiudersi con lui nella stanza… insomma Davis affronta la dinamica della prostituzione in modo intenso senza mai essere volgare o cruda nello stile. 

Il romanzo è colmo di messaggi e critiche molto importanti, tra cui si parla di disparità di genere e di classe. In questo universo di sono i sanguepuro e i sanguesporco, quest’ultimi fruttati dai primi e facilmente riconoscibili perché sono privi di ombra. 

Il libro ha un ritmo serrato, forse c’è troppa azione, capitolo dopo capitolo le cinque ragazze insieme a Zee, un ragazzo che le aiuterà nella loro impresa, affronteranno mille peripezie e imprevisti. Forse questa eccessiva azione non permette di approfondire bene i personaggi, non c’è un attimo di pausa in cui il lettore si sofferma su di loro.

In conclusione Good Luck Girls l’ho trovato un romanzo piacevole e soprattutto diverso dal solito, il primo volume di questa serie mi ha convinto e sono curiosa di leggere il seguito. 

 

Fidanzati dell’inverno – L’attraversaspecchi di Dabos | Recensione

Fidanzati dell’inverno – L’attraversaspecchi

di Dabos

In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra vive Ofelia. Originaria dell’arca “Anima”, è una ragazza timida, goffa e un po’ miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un’altra arca, “Polo”, molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo. Fidanzati dell’inverno è il primo capitolo di una saga ricca e appassionante che sta conquistando migliaia di lettori giovani e adulti.

Le vecchie dimore hanno un’anima, si sente spesso dire. 
Su Anima, l’arca in cui gli oggetti prendono vita, le vecchie dimore avevano più che altro la tendenza a sviluppare un carattere orribile. 

Dopo averne sentito tanto parlare, ecco che mi immergo nella saga di Christelle Dabos. Fidanzati dell’inverno è una storia che ha riscosso molto successo tra i lettori e io sono una di quelle persone che più sente parlare bene di un libro e più preferisce evitare la lettura. 

Ci troviamo in un mondo in cui esistono le arche, la nostra protagonista Ofelia, vive nell’arca Anima, ed è una ragazza molto timida, introversa, che ama la lettura e soprattutto non ha alcun interesse nelle relazioni sentimentali. La sua vita viene stravolta quando le viene imposto un matrimonio con un uomo che viene dall’arca Polo, il giovane Thorn. 
Ofelia parte con Thorn per andare a vivere nel suo mondo, tanto freddo e diverso dal suo, e fino al giorno delle nozze non deve rivelare la sua identità perché il suo futuro marito è circondato da nemici che lo disprezzano. 

Partiamo col dire che mi è piaciuta molto l’ambientazione e soprattutto il contrasto degli usi e costumi tra le due arche. Ad Anima sono tutti una grande famiglia, si percepisce calore, amore, c’è la stessa atmosfera che crea una famiglia numerosa e chiassosa. Sull’arca Polo la situazione è completamente diversa, ci sono famiglie ben schierate, pronte ad accoltellarsi tra loro per realizzare le proprie ambizioni. Thorn è un figlio bastardo e per questo motivo non è visto di buon occhio dalle persone che lo circondano. L’ambientazione è ben delineata, particolare e originale, e gli intrighi tra le varie famiglie si susseguono andando avanti con la storia.

Il romanzo gioca di contrasti non solo con le atmosfere delle due arche, ma anche con i caratteri dei personaggi principali. Personalmente ho adorato Thorn, un figlio illegittimo che viene maltrattato fin da bambino dai suoi stessi fratellastri, allontanato dalla famiglia del padre e costretto a chiudersi in se stesso, trovando come suo unico obiettivo il lavoro da intendente amministrativo. Purtroppo l’autrice non si sofferma molto su di lui perché la storia si focalizza su Ofelia, ma è un personaggio che ha tante sfaccettature: all’apparenza freddo, austero e rude, ma in realtà è solo un ragazzo ferito che cerca di sopravvivere. Ofelia è una protagonista che non mi ha più di tanto convinta, spesso l’ho trovata troppo statica, ferma… si limita semplicemente a guardare ciò che succedere attorno a lei. 

Per quanto riguarda la dinamica amorosa non c’è nessun colpo di fulmine o amore travolgente. I due protagonisti si studiano, si guardano con sospetto, in alcuni momenti cercheranno di darsi fiducia a vicenda e mi domando, con il seguito dei libri, come evolverà la loro relazione. 

L’autrice scrive molto bene, ma ho trovato il ritmo troppo lento. Almeno per le prime duecento pagine non succede assolutamente nulla, e gli intrighi si susseguono lentamente, alcuni li ho trovati anche prevedibili. 

In conclusione questo primo capitolo della saga l’ho trovata piacevole. Non mi ha catturata più di tanto la storia, ma ho amato tantissimo il personaggio Thorn ed è solo per lui che mi sono convinta ad acquistare anche il secondo volume. 

Ne rimarrò delusa? Ve lo dirò quando inizierò il secondo capitolo XD